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Leggere e scrivere al tempo del digitale. Perché nell’era della velocità va preservato il pensiero lento

Leggere e scrivere al tempo del digitale. Perché nell’era della velocità va preservato il pensiero lento 13 novembre 2018

Mercoledì 14 novembre il professor Pier Cesare Rivoltella inaugura il nuovo anno accademico dell’Istituto Universitario Salesiano di Torino (IUSTO) con una lectio magistralis dal titolo “Leggere e scrivere al tempo del digitale”.

Oltre a Rivoltella, sono previsti i saluti di don Enrico Stasi, presidente IUSTO e Ispettore Salesiani Piemonte e Valle d’Aosta, e l’intervento di Ezio Risatti, preside e fondatore. L’Istituto Universitario Salesiano è la sede torinese della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, particolarmente impegnata nella formazione di psicologi ed educatori.

La prolusione del direttore del CREMIT, professore ordinario di Didattica generale e Tecnologie dell’educazione, risponderà alle domande che genitori e insegnanti si pongono per capire quali siano spazi e tempi corretti da lasciare ai dispositivi a casa, a scuola, nel tempo libero:

Al tempo dei media digitali si legge di più o si legge di meno? Leggere a schermo modifica il nostro modo di comprendere i significati? E cambia il nostro modo di scrivere?

Le condizioni in cui si legge – spiega Rivoltella – svolgono un ruolo determinante: si legge in mobilità, in metropolitana, nei tempi morti, mentre si svolgono altre attività. I tempi della lettura sono sempre compressi: si riesce a gettare uno sguardo sullo schermo, quasi mai a prendersi il tempo necessario per leggere veramente. E lo schermo digitale è perfettamente complementare rispetto a queste abitudini di consumo: sempre disponibile, consente con un clic di richiamare il testo e di scorrerlo con il movimento di un dito.

Secondo Rivoltella

[…] il vero problema non è il digitale, ma la velocità. Occorre trovare il modo di rallentare perché solo rallentando è possibile attivare i nostri pensieri lenti. La lettura, quella profonda, ha bisogno di tempi distesi: il fatto che legga sulla pagina o sul mio Kindle, da questo punto di vista, non comporta differenze.

Anche nel caso della scrittura, come in quello della lettura, il tempo è un fattore determinante:

La scrittura si accorcia, si fa sintetica. Gli schermi digitali sono a questo riguardo un fattore codeterminante: proprio perché si dispone di poco tempo, il formato dello Short Message risulta assolutamente funzionale, ma a lungo andare quel formato finisce per modificare la nostra attitudine alla scrittura e così finiamo per essere sintetici sempre, anche quando non servirebbe o forse sarebbe meglio non esserlo. Ma la scrittura digitale dischiude anche nuove opportunità che i sistemi formativi hanno il dovere di sviluppare. Di qui l’importanza, sul crinale tra tradizione e nuove pratiche sociali, di conservare quel che la tradizione ha da trasmettere, ma senza demonizzare il nuovo. Il nuovo non comporta il sacrificio del vecchio: la sfida è farli coesistere.

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