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Un percorso per le scuole secondarie nella Bassa Bresciana tra Italiano, Narrazioni Audiovisive ed EAS

27 Novembre 2018

Nel corso del 2018 l’Ambito 10 – Bassa Bresciana ha avviato un percorso di formazione dal titolo “Didattica e valutazione delle competenze in italiano nella scuola”, che ha coinvolto i docenti della secondaria di I e II grado di circa 25 scuole della bassa bresciana.

Il percorso, aperto da una lezione introduttiva del direttore del CREMIT Pier Cesare Rivoltella, ha avuto come obiettivo generale quello di sperimentare, attraverso un procedere laboratoriale, l’impiego in classe delle Nuove Tecnologie Digitali con particolare attenzione agli aspetti di metodo e di didattica, approfondendo in particolare la metodologia EAS (Episodi di Apprendimento Situato).

Il progetto ha previsto la realizzazione di due corsi di formazione da quattro incontri ciascuno, il primo presso l’IS Cossali di Orzinuovi (BS) e l’IS Capirola di Leno (BS), gestito da Nicola Scognamiglio, il secondo presso l’IIS Don Milani di Montichiari, gestito da Gianna Cannì.

Raccontiamo di seguito il percorso condotto da Nicola Scognamiglio, rimandando ad un altro articolo quello affidato a Gianna Cannì.

Nel laboratorio i docenti, in una prima fase, hanno avuto modo di sperimentare un percorso di scrittura digitale organizzato attraverso un Episodio di Apprendimento Situato progettato grazie all’Ambiente in remoto Narrazioni AudioVisive (http://pav.cremit.it/)

Narrazioni AudioVisive è un Ambiente d’Apprendimento Significativo e Intenzionale in remoto. È, contemporaneamente, un artefatto multimediale che, progettato secondo i canoni dell’Umanistica Digitale, rende possibile una comunicazione multimodale.
I docenti possono utilizzarlo per strutturare una metodologia didattica fondata sugli Episodi di Apprendimento Situato, gli studenti per inoltrarsi verso forme di apprendimento e di sapere enattivo e per realizzare compiti autentici, grazie all’uso delle Tecnologie digitali, all’utilizzo della rete e alla possibilità di essere individuati sul territorio attraverso i sistemi di geolocalizzazione e di geomapping messi in atto dai propri dispositivi mobili dotati di GPS.
La multimodalità offerta da Narrazioni AudioVisive consente inoltre nuove forme di scrittura basate sulla ricerca di inedite intertestualità e sull’intreccio sinergico di molteplici linguaggi.

In una seconda fase i docenti sono stati guidati nella progettazione e nella realizzazione di un Episodio di Apprendimento Situato con il fine di poterlo poi sperimentare in classe con i loro studenti sempre attraverso Narrazioni AudioVisive.

Un Episodio di Apprendimento Situato, è, come ci ricorda Pier Cesare Rivoltella, “un’attività di insegnamento e apprendimento (TLA) che attraverso un contenuto circoscritto, uno sviluppo temporale ridotto e un agire contestualizzato si propone come forma di insegnamento efficace e opportunità di apprendimento significativo”.

Ecco di seguito i sei aspetti essenziali che troviamo in ogni Episodio di Apprendimento Situato, osservati alla luce di Narrazioni AudioVisive.

  1. Il docente progettista: l’insegnante è considerato, a tutti gli effetti, un ricercatore sul campo che, attraverso le sue competenze di designer organizza il suo lavoro
  2. La lezione capovolta: una delle caratteristiche salienti degli EAS è quella di fare riferimento e di consentire il realizzarsi della cosiddetta “lezione capovolta” dove il docente non trasmette il suo sapere ma, dopo aver distribuito specifici materiali e documenti alla classe, attende che questa elabori e produca artefatti cognitivi originali e allo stesso tempo personali.
  3. L’autorialità. Un EAS progettato con cura e con attenzione darà allo studente la possibilità di agire in prima persona e di esprimersi grazie alla sua creatività perché la conoscenza che si realizza lungo il suo percorso, niente ha a che vedere con la semplice acquisizione passiva di informazioni, di nozioni, e non si avvicina per nulla a processi di apprendimento basati su ripetizioni mnemoniche di informazioni o su conoscenze già pre-confezionate, già pre-disposte dal docente.
  4. Compito autentico e valutazione diffusa: gli artefatti cognitivi, i soundmarks e i videomarks prodotti dagli studenti, rappresentano in Narrazioni AudioVisive la parte più significativa del compito autentico, compito sempre concepito in situazione e quindi, sul territorio.
  5. Le Nuove Tecnologie: in linea di principio un Episodio di Apprendimento Situato si può realizzare anche senza fare ricorso alle Nuove Tecnologie. È vero infatti che l’innovazione non passa per forza dall’adozione del digitale, perché più importanti degli strumenti rimangono sempre le pratiche e le riflessioni sulle stesse operate dai docenti. Allo stesso tempo però, non bisogna dimenticare che uno degli obiettivi più importanti degli EAS è quello di riuscire a ricondurre a sistematicità il sapere informale e non formale che gli studenti posseggono, soprattutto grazie all’uso extrascolastico delle Nuove Tecnologie (rete, dispositivi mobili e altro).
  6. Microlearning: gli EAS sono pensati per far lavorare gli studenti su contenuti ben delimitati, attraverso attività, a loro volta ben circoscritte anche da un punto di vista dei tempi, al fine di arginare il pericolo di prolungare oltre modo il percorso di ricerca, prolungamento che spesso produce disattenzione, poca incisività, dispersività.

Durante lo svolgimento del corso di formazione, si è quindi chiesto ai docenti di:

  • individuare le competenze che dovranno essere raggiunte dagli studenti attraverso l’EAS
  • progettare i materiali (schede per la definizione di un testo descrittivo/narrativo/poetico)
  • individuare testi significativi di diverso genere da presentare agli studenti nella fase preperatoria
  • progettare una sintetica griglia per la valutazione del compito autentico
  • progettare una griglia per la conduzione del debriefing da realizzarsi nella fase ristrutturativa con i loro studenti

I RIFERIMENTI PEDAGOCICI E DIDATTICI

Il corso, che ha visto anche una parte di tutoring on line, in presenza si è invece sviluppato attraverso incontri laboratoriali integrati, di volta in volta, da momenti teorici di apprendimento e di riflessione didattica sull’operato svolto.
Il modello laboratoriale, non direttivo, è stato centrato sui seguenti punti:

  • apprendere dalla propria esperienza;
  • diventare allievo per progettare una propria didattica;
  • riutilizzare l’esperienza nel lavoro in classe.

La formazione è stata intesa come percorso sperimentale di ricerca didattica che fa riferimento alle teorie dell’Enattivismo e del Costruttivismo sociale.

 

Nicola Scognamiglio

Produzione riservata
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