Centro di Ricerca sull'Educazione ai Media all'Informazione e alla Tecnologia

“Grazie” #ParoleAScuola!

12 febbraio 2018

“Grazie, una delle parole più importanti” secondo l’ATS Parole O_Stili che venerdì 9 febbraio ha chiuso la settimana dedicata al Safer Internet Day 2018 (“Create, connect and share respect. A better Internet starts with you”) con Parole a scuola (presentato per esteso in un articolo a parte). L’evento si è svolto interamente nella sede centrale dell’Università Cattolica di Milano e ha attirato l’attenzione di diverse testate giornalistiche ed emittenti televisive. Oltre 1.400 docenti accorsi da tutto il territorio nazionale hanno vissuto una giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi, con l’obiettivo di promuovere la corresponsabilità tra aziende, media, istituzioni, scuole, famiglie e offrire strumenti nuovi per educare alla cittadinanza digitale.

Se è vero che Internet e la Rete sono luoghi virtuali in cui si incontrano persone reali, come dobbiamo vivere, abitare e, soprattutto, comunicare in questi ambienti online? “Dobbiamo saper governare i cambiamenti in atto. […] Necessario far crescere sensibilità e responsabilità personale. […] Educare non significa imporre regole, bensì far crescere le regole, costruirle e crearle.” Queste le parole di Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in apertura dei lavori alla plenaria, alla quale sono intervenute anche: Vera Gheno, sociolinguista dell’Accademia della Crusca, secondo la quale le parole creano identità (poiché “si è ciò che si comunica”); Monica Maggioni, Presidente Rai, che ha ricordato l’effetto attivo delle parole (in quanto “virtuale è reale”); Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili, che ha suggerito di perdere l’equilibrio per un attimo se si vuole fare un passo avanti e Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per la quale “la lingua non è qualcosa di neutro o privo di effetti. Bisogna riconoscere la comunicazione che nasconde odio, sopraffazione e violenza”.

Dalla seconda metà della mattinata fino alla fine dell’evento si sono susseguiti in contemporanea numerosi laboratori, workshop ed experience corner (di Samsung per coding e virtual reality), nonché vari panel tematici, fra cui quello sull’Educazione Civica Digitale nella scuola, dove è stato presentato il Framework del MIUR sul curriculum di educazione civica digitale (per approfondimenti, si legga il contributo di Damien Lanfrey e Donatella Solda al giornale online Agenda Digitale), già sperimentato in una rete di scuole del primo ciclo dell’USR Lombardia. Dei relatori presenti, il Professor Pier Giuseppe Rossi della Società Italiana sull’Educazione Mediale (SIREM) ha affermato che “bisogna imparare ad integrare non il curricolo digitale, ma il digitale nel curricolo” e il nostro Direttore scientifico, il Professor Pier Cesare Rivoltella, parlando di cittadinanza ha precisato che “pensiero critico e responsabilità sono i presupposti dell’educazione civica, non solo digitale”. Il documento sull’Educazione civica digitale nella scuola è di grande importanza, perché allinea l’Italia agli altri sistemi scolastici europei in materia di Media Literacy ed, così come Parole a scuola, insegna che il digitale è un agente attivo, non neutrale. Segue la stessa linea di pensiero lo strumento presentato allo stesso panel dalla Prof.ssa Simona Ferrari, Coordinatrice di Cremit: un questionario sulla dieta mediale di bambini e ragazzi (nelle fasce 0-7, 8-11, 12-14 e 15-19) per ricostruire rappresentazioni, usi e consumi del loro utilizzo (in termini di postura, motivazione, regole) degli schermi digitali. Il questionario appena validato servirà per riflettere sulle pratiche informali dei giovani (con un affondo sulla pedagogia del contratto, specialmente nel contesto familiare) e permetterà di restituire alle scuole che compileranno la lettera per la richiesta di somministrazione i risultati legati ai propri studenti, con un eventuale intervento formativo di media education e una ricerca di secondo livello sui dati emersi.

Parole a scuola è stata, inoltre, l’occasione per presentare e discutere, in diversi momenti, dell’ultima edizione italiana della ricerca EU KIDS ONLINE , la principale indagine a livello europeo condotta dall’OssCom (Centro di Ricerca sui Media e la Comunicazione dell’Università Cattolica), in collaborazione con il MIUR e Parole O_Stili, sulla qualità dell’esperienza online dei ragazzi tra i 9 e i 17 anni e dei rischi nell’uso quotidiano della Rete (cyberbullismo, sexting, pornografia, dipendenza, esposizione a UGC a carattere nocivo e hate speech -quest’ultimo cresce con l’età, come fosse un processo di normalizzazione). Il 97% dei ragazzi fra i 15 e i 17 anni naviga con lo smartphone e ben il 51% ha fra i 9 e i 10 anni; c’è anche un 26% che lo utilizza a scuola a titolo individuale, mentre il 37% lo usa tutti i giorni per fare i compiti e un ragazzo su tre pensa che stiano aumentando i contenuti pericolosi. Effettivamente le esperienze negative in Rete sono aumentate dal 6% del 2010 al 13% del 2017, tuttavia il 58% degli 11-17enni non reagisce all’hate speech online in difesa delle vittime (anzi il sentimento più diffuso tra loro in risposta a questo fenomeno è di tristezza per il 52%, rabbia per il 36%, disprezzo per il 35% e vergogna per il 20%).

Tra i materiali raccolti e presentati durante l’evento vi segnaliamo 100 schede didattiche ad uso di insegnanti e studenti per lavorare in classe con il Manifesto della comunicazione non ostile. Ricordiamo, infine, che sul sito di Parole O_Stili sono presenti i link ai video girati in streaming nell’Aula Magna e in altre aule d’Ateneo.

Anche noi di Cremit abbiamo documentato live l’evento e gli interventi dei nostri collaboratori sui nostri canali social di Facebook, Twitter e Instagram con l’hashtag #paroleascuola. A chi ci ha seguito in diretta e a chi vorrà recuperare i momenti salienti di Parola a scuola, un sentito “grazie”!

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