Centro di Ricerca sull'Educazione ai Media all'Informazione e alla Tecnologia

#NottedeiRicercatori, Media Educator a MEET me TONIGHT

9 ottobre 2018

60 stand, 17 talk, 750 ricercatori solo sulla sede di Milano, 10 sedi collegate che costellano la Lombardia e la Campania con 950 giovani scienziati pronti a raccontare tutto delle loro scoperte: l’edizione 2018 di “MEETmeTONIGHT– Faccia a faccia con la ricerca” (28 e 29 settembre 2018) è stata quest’anno inserita nel circuito della Notte Europea dei Ricercatori. L’iniziativa ha avuto il suo centro a Milano, con eventi anche a Brescia, Lodi, Castellanza, Mantova, Cremona, Monza, Edolo, Lecco, Sondrio. Novità di quest’anno: Napoli, Portici e Procida.

Il Cremit dell’Università Cattolica ha tenuto laboratori per studenti della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado. Questi i titoli: Giornalisti per un giorno, Raccontiamoci con il tablet, Si selfie chi può! Crescere con gli schermi digitali.

La parola agli studenti della Laurea Magistrale in Media Education, Matteo Mancini & Bruno Minini, che hanno collaborato con il Cremit in questa occasione. 

Giornalisti per un giorno, educare all’informazione con una classe di scuola secondaria 

L’esperienza di Meet me Tonight fatta collaborando con lo stand dell’Università Cattolica ci ha permesso di immergerci nel fantastico mondo della ricerca-azione cercando di spalleggiare Cremit in questa importante avventura. Accompagnando alcune classi di scuola primaria e secondaria nei quattro laboratori progettati ci siamo resi conto dell’intrigante sfida che ci porta a pensarci Media educator, oggi. La relazione educativa diventa mediata e mediale, il camminare “a fianco” diventa essenziale proposta per chi cresce in quest’epoca e si immerge in ambienti sempre più variegati che necessitano tutto il dovuto lavoro di costruzione e decostruzione attraverso il senso critico per essere letti e vissuti in maniera nuova e “pensata”. Nello specifico abbiamo avuto la fortuna di collaborare al laboratorio Giornalisti per un giorno che aveva l’obiettivo di far ragionare una classe di scuola secondaria di primo grado sulle complessità della costruzione della notizia, attraverso difficoltà legate ai tempi e alla quantità di informazioni da passare, con l’esigenza di essere incisivi e realistici. Il tutto, chiaramente, con gli strumenti che oggi anche i giornalisti più “tradizionalisti” usano.

Dotati di smartphone, abbiamo invogliato e stimolato i ragazzi a produrre i contenuti tipici di una telenotizia:

– la descrizione dell’evento

– le interviste con gli specialisti

– le interviste con i partecipanti

– il mandato speciale, con focus su un particolare stand della manifestazione.

I ragazzi si sono lasciati coinvolgere e hanno dimostrato un grande entusiasmo, completando il lavoro con una grande capacità di adattare lo strumento ai loro bisogni e necessità; costruendo un piccolo video che giocasse con la voglia di imparare da un lato e che si confrontasse con la voglia di sentire la professione sulla propria pelle, dall’altro. Questo ci suggerisce ancora una volta come la freschezza e l’entusiasmo tipici dell’età adolescenziale siano risorsa potentissima, da incanalare in maniera virtuosa dentro una contemporaneità sempre più complessa sentendo, dunque forte, la necessità di educatori preparati e competenti per fronteggiare questo affascinante mondo in rimediazione.

 

Alessandra Matta, iscritta al medesimo percorso di studi, entra nel dettaglio dei laboratori di Media Education.

Meet me Tonight – Faccia a faccia con la… Media Education 

L’evento Meet me Tonight (MMT) è da sempre un’occasione di raduno e di ritrovo tra ricercatori, docenti e studenti universitari e non che si confrontano e discutono riguardo alle tecnologie nei diversi ambienti e settori. Il tema cardine del MMT è sostanzialmente quello della ricerca.

I laboratori promossi da Cremit hanno dato la possibilità ai ragazzi delle scuole primaria e secondaria di avere un riscontro effettivo e concreto sulle innovazioni e le ricerche media educative, attraverso l’attuazione di diversi laboratori che variano di complessità a seconda della fascia d’età.

I laboratori sono stati quattro: Giornalisti per un giorno, Raccontiamoci con il tablet, Si selfie chi può! Crescere con gli schermi digitali.

Per quanto riguarda il primo laboratorio, come Cremit abbiamo lavorato con una classe della scuola secondaria di primo grado G.B Tiepolo di Milano: un’esperienza ricca di spunti, di stimoli e suggerimenti per i pre-adolescenti rispetto al tema dell’educazione civica digitale e all’informazione.

Durante il laboratorio Giornalisti per un giorno, ogni gruppo ha costruito il servizio di un tg, dando anche delle indicazioni precise su come confezionare una notizia (competenze di educazione all’informazione) e come usare la videocamera dello smartphone (competenze tecniche). Ogni gruppo aveva il proprio compito: Studio di conduzione, Servizio descrittivo, La parola ai protagonisti – interviste e in conclusione Il servizio dal campo. Il prodotto finale doveva rientrare in un massimo di 90 secondi, quindi c’è stata anche per i ragazzi l’opportunità di fare i conti con quelli che sono i limiti temporali reali che si incontrano durante la costruzione di un vero servizio tele-giornalistico.

Un vero e proprio role playing che aiuta a comprendere meglio il mestiere del giornalista, che aiuta a capire il valore e il lavoro che va fatto per poter avere una valida e corretta informazione.

Raccontiamoci col tablet, secondo laboratorio, ha costruito in modo originale e non convenzionale una storia insieme ai bambini di una seconda della scuola primaria Leonardo Da Vinci di Milano.

I media educator sono partiti col fare una piccola indagine su quanto tempo i bambini dedicano alle diverse attività che caratterizzano la loro quotidianità, dalla scuola allo sport, arrivando così a capire quanto tempo spendono davanti ai media al giorno. La maggior parte dei bambini passa dalle tre ore e oltre giocando ai videogame e con altri device multimediali. Dopo questo primo momento, la classe è stata divisa in piccoli gruppi con il compito di scattare una foto all’oggetto ricevuto (in questo caso, un peluche di frutta) con il tablet e poi con l’ausilio di una applicazione di photo editing, di costruire un messaggio utilizzando lo scatto modificandolo attraverso emoticon e adesivi che riprendono i temi toccati (come il tempo, lo sport e la scuola). La parte conclusiva dell’attività consisteva nello scrivere una frase in cui il messaggio cardine era quello di distribuire in modo equilibrato il tempo fra le diverse attività della giornata. Un’esperienza multimediale e ludica in grado di educare i bambini ad un uso critico e responsabile delle tecnologie. 

Il terzo e penultimo laboratorio intitolato Si selfie chi può!, è stato forse il laboratorio più intenso. Innanzitutto abbiamo avuto modo di rapportarci con una classe terza della scuola secondaria di primo grado di Via Vivaio di Milano. L’oggetto del laboratorio erano i selfie, tanto amati quanto odiati, ma che indubbiamente ricoprono un ruolo centrale nella vita sociale di un pre-adolescente/ adolescente. Si è trattato principalmente di traslare i social network, con particolare riferimento a Instagram, dal cyberspazio alla realtà concreta, selezionando diversi selfie di personaggi (noti al web e non) che sono stati stampati e disposti su un tavolo per un commento su post-it.

La richiesta dei media educator è stata di commentare anonimamente le foto con un post-it e appiccicare il foglietto sulla foto. La forma anonima ha permesso loro di sentirsi liberi e in diritto di scrivere effettivamente ciò che avrebbero scritto in rete, con l’opportunità di capire fino a dove si spingono e sopratutto se sanno individuare un “confine” tra lo scherzo, il commento burlo e quello offensivo, che invece viene fatto di proposito.

Il “confine” e di distinzione tra commenti scherzosi e commenti offensivi in alcuni casi è molto labile, mentre in altri sembra esserci una maggiore consapevolezza. 

Tra i molti selfie, quello dell’atleta Bebe Vio ha suscitato commenti sgradevoli da parte di un ragazzo. Spontaneamente una compagna è intervenuta spiegandogli chi fosse, ottenendo le scuse del ragazzo. Si tratta di un intervento di educazione alla riflessività tra pari (peer education). 

Infine, l’ultimo laboratorio Crescere con gli schermi digitali ha analizzato i consumi mediali dei bambini di una classe quarta della scuola primaria Ciresola di Milano, per riflettere insieme sulla necessità di un uso equilibrato e bilanciato dei media in età evolutiva. 

 

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