[Pastorale web] Prende il via la seconda fase della ricerca

di redazione

[Pastorale web] Prende il via la seconda fase della ricerca

[Pastorale web] Prende il via la seconda fase della ricerca


di Marco Rondonotti, CREMIT

La ricerca dell’Università Cattolica sulle “relazioni sociali al tempo dei personal media nella realtà ecclesiale italiana”: un campione rappresentativo di parrocchie italiane ha ricevuto un questionario da compilare nelle prossime settimane. L’intento del gruppo di ricerca (composto da sociologi, psicologi, organizzativi e da un gruppo di pedagogisti del CREMIT) è quello di raccogliere dati significativi circa le relazioni vissute all’interno di una organizzazione così particolare come quella della comunità parrocchiale.

Nei primi mesi di quest’anno erano già stati coinvolti, tramite un altro questionario, i circa 6.000 partecipanti al MOOC sull’Educazione digitale; il MOOC, realizzato da CREMIT in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali (UCS) e altri sei uffici pastorali della Conferenza episcopale italiana, ha così potuto raccogliere informazioni a riguardo del consumo digitale da parte degli operatori pastorali distribuiti sull’intero territorio nazionale e, cosa ancora più interessante, sulle loro percezioni in merito alle tecnologie.

La “pastorale web”, o più generalmente la cura della comunicazione da parte della comunità ecclesiale, è da tempo un ambito di lavoro e di riflessione del CREMIT. Una modalità con cui il Centro ricerca ha espresso questa sensibilità è la realizzazione di interventi sul territorio, in risposta alle frequenti richieste di formazione da parte della parrocchie, sui temi che interpellano la cura pastorale delle persone, sempre più immerse nel digitale.

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Il CREMIT, grazie alla collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni sociali della CEI, a partire dal 2016 ha pure contribuito all’ideazione e alla realizzazione di un testo da offrire alle parrocchie come pista di traduzione pastorale dell’annuale messaggio scritto dal Papa in occasione della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali. Giunta ormai alla sua quarta edizione, la pubblicazione ogni anno svolge il ruolo di cassa di risonanza del messaggio: al testo del magistero vengono affiancati anche quelli di altre persone qualificate e competenti. Un’attenzione particolare è quella per i genitori e gli operatori pastorali, a cui sono rivolte delle schede operative mirate all’utilizzo del testo in attività educative da sperimentare a casa o in parrocchia.

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Un segno della riconosciuta competenza maturata da CREMIT è stato l’invito rivolto nel maggio dello scorso anno al prof. Pier Cesare Rivoltella a tenere la relazione principale della 72° Assemblea generale dei vescovi della CEI riuniti a Roma l’appuntamento annuale; il tema svolto è stato proprio quello della presenza ecclesiale nell’attuale contesto comunicativo. In quell’occasione il prof. Rivoltella ha proposto la possibilità di dare forma all’idea di “pastorale 3.0”, capace di interpretare la Rete secondo il paradigma delle tecnologie di comunità; questo può accadere quando il digitale offre l’occasione per generare e sostenere i legami personali e sociali, quando sa attivare tutti i soggetti, vale a dire ogni singolo nodo della rete, premurandosi di formare coscienze libere e responsabili. Questa sollecitazione ha dato vita anche a delle particolari sperimentazioni; ad esempio le diocesi della Regione Emilia Romagna proprio in questa direzione hanno sviluppato delle progettazioni di pastorale giovanile.

In questi mesi si è conclusa una più ampia sperimentazione che, per un intero triennio, mi ha portato a  confrontarmi con il contributo fornito dalle scienze umane nella definizione del costrutto di comunità, con le modalità proprie delle nostre comunità ecclesiali di cogliere il senso di comunità e la capacità di generarlo mediante la costruzione di narrazioni digitali condivise.

La complessità della società in cui viviamo ci sollecita a ripensare la modalità con cui essere chiesa oggi sul territorio e, ancora più profondamente, a riscoprire il significato dell’essere chiesa missionaria; di certo è sempre più necessario il saper generare sul territorio delle comunità segnate da uno stile inclusivo e realmente partecipativo. Si respira l’urgenza di sostenere l’avvio di processi trasformativi che portino le nostre comunità a interpretare la dimensione della sinodalità; la questione non è da porre soltanto a livello canonico o organizzativo, ma va letta nel segno dell’autentica corresponsabilità da esprimere nella vita ecclesiale.

Le strutture e le dinamiche della Rete possono dare il loro contributo. Ad esempio l’orizzontalità che permea le relazioni nel digitale può essere un’occasione per allenare l’attitudine al dialogo; lo stesso Internet può essere visto come uno spazio di partecipazione, una promessa di riuscire a prendere parte alle storie che superano ogni confine e che uniscono uomini e donne di ogni dove.

La ricerca dell’Università Cattolica avviata quest’anno può dare un contributo decisivo affinché le parrocchie possano riflettere su cosa significhi oggi essere comunità, su come il digitale sia un’opportunità per generare delle narrazioni coerenti con la grande narrazione del Vangelo, invitando ogni persona a prendervi parte.

Lucia Boccacin, direttrice scientifica del progetto e professoressa di Sociologia dell’Università Cattolica, presenta la ricerca:

Link presenti nell’articolo:

Pagina dedicata alla Ricerca
https://www.facebook.com/pastoraletecnologiedigitali/

Relazione del prof. Pier Cesare Rivoltella alla 72° Assemblea generale CEI:

http://www.cremit.it/wp-content/uploads/2018/05/Relazione-Pier-Cesare-Rivoltella-Assemblea-generale-maggio.pdf

Libro realizzato da Cremit in collaborazione con UCS e WeCa:

Il progetto “Educazione Digitale”: MOOC e puntate TV di “Attenti al Lupo” 

Commento di don Marco Rondonotti al Messaggio del Papa in occasione della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali del 2019

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