Giochi di equilibrio tra analogico e digitale

di redazione

Giochi di equilibrio tra analogico e digitale

Giochi di equilibrio tra analogico e digitale


Di Monica Gilli, diplomata al Master di II livello “Il digitale a misura dello Zero-Sei”, Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia

Con questo secondo contributo prosegue la serie dedicata alle esperienze sviluppate nell’ambito del Master di II livello “Il digitale a misura dello Zero-Sei. Attivare percorsi educativi integrati, creativi e partecipativi”, promosso da CREMIT e attivato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore presso la sede di Brescia.

L’esperienza raccontata dalla Pedagogista Monica Gilli ci accompagna in una riflessione sull’equilibrio tra analogico e digitale nei contesti educativi multiculturali, mostrando come l’integrazione di linguaggi e ambienti di apprendimento possa ampliare le possibilità espressive e partecipative di bambini e bambine e, al tempo stesso, sollecitare gli adulti a ripensare le proprie posture educative e pratiche di progettazione.


Scuola dell’infanzia, Comune di Milano · contesto multietnico e multiculturale · gennaio-marzo 2026 – Esperienza condotta nell’ambito del Master “Il digitale a misura dello Zero-Sei”, Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia

Tutto nasce da un inciampo educativo. Osservando bambini e bambine provenienti da culture altre, spesso ancora privi degli strumenti linguistici della lingua ospitante, le educatrici di una scuola dell’infanzia del Comune di Milano si sono poste alcune domande: come raggiungere il potenziale di apprendimento di ciascuno, quando la parola non basta? Come imparare ad aggiornare le proprie pratiche didattiche e creare esperienze stimolanti? Quali competenze risultano necessarie oggi, a bambini e adulti, per utilizzare consapevolmente il digitale come mediatore, linguaggio e ambiente di apprendimento?

Se immaginiamo il percorso educativo come un sentiero ricco di inciampi, il sentiero attrezzato indicato da Malaguzzi (1995), che attraversa i cento linguaggi dei bambini, è il luogo adatto per muoverci in sicurezza. Viene progettata e nasce la biblioteca dei linguaggi: uno spazio dove immagini, musica, gesto e teatro affiancano la parola, e dove decidiamo di far entrare il digitale non solo come semplice strumento, ma come linguaggio e ambiente di apprendimento (Rivoltella et al., 2013). Sperimentiamo in questo luogo esperienze, sempre a partire dalle domande dei bambini, e connettiamo esperienze nate in sezione ad altre create con e in ambienti digitali. Impariamo un metodo che definiamo esperienza di apprendimento circolare, ovvero proponiamo esperienze analogiche e digitali mantenendo alternanza (Tisseron, 2024) e inserendo le stesse in un circuito di apprendimento che si struttura sulla base della pedagogia reggiana, utilizzando i circle time, le assemblee, i rilanci, le domande aperte e generative e la narrazione, capaci di porci in un’ottica di ricerca condivisa e co-condotta.

Qui ritroviamo un nuovo ostacolo da superare, forse il più complesso, perché radicato in pratiche e posture educative adulte, rassicurate dalla tradizione didattica, poco avvezza a considerare apprendimenti collaterali (Dewey 1938) e multipli, stimoli paralleli cognitivo-sensoriali, affettivo-relazionali che il digitale per natura porta con sé.

Le parole delle educatrici ci aiutano a comprendere il dis-orientamento che gli ambienti di apprendimento ibridati con il digitale comportano verso le pratiche didattiche tradizionali: “Questa esperienza ci ha portato a dover progettare in modo più laborioso rispetto alle attività analogiche. Sono ancora da acquisire e affinare alcune competenze digitali nell’uso degli strumenti; c’è da sviluppare e perfezionare una metodologia di progettazione che si fa strada facendo, che si deve tenere pronta a svilupparsi in più percorsi paralleli”.

Ci è sembrato di vedere che bambine e bambini siano più abili a sviluppare agency riconoscendosi competenti e capaci di attribuire significati, fare scelte e partecipare attivamente alla costruzione del proprio ambiente di apprendimento, esplorando e sperimentando, supportati da spontanee micro narrazioni (in lingua madre ma anche in lingua italiana) che, colte dalle educatrici, sono diventate possibilità di verifica in itinere di competenze e significati raggiunti.

Per gli adulti educatori il percorso ha richiesto un movimento più faticoso e consapevole di osservazione interpretativa e flessibilità progettuale, ma soprattutto di riflessione critica verso la propria postura e verso il digitale, imparando a calibrare la complessità degli stimoli, riconoscere il rischio di sovra-stimolazione, scegliere consapevolmente quando e come introdurre un dispositivo.

Il digitale, in questa esperienza, non ha semplificato il lavoro educativo. Lo ha complessificato e arricchito, lo ha portato a consapevolezza e ha spinto ad aggiornare le posture e le pratiche educative e didattiche.

Lasciamo il contatto di Monica Gilli per informazioni e approfondimenti sul tema: monica.gilli74@gmail.com

Master “Il digitale a misura dello Zero-Sei”

Il percorso raccontato qui nasce dentro il Master “Il digitale a misura dello Zero-Sei” e ne restituisce una delle direzioni possibili, quella che mette al centro la progettazione di percorsi media educativi con i bambini e il lavoro sui linguaggi in contesti multiculturali. È una traiettoria che il profilo professionale in uscita riconosce in modo esplicito, dal momento che tra le funzioni previste compaiono la riprogettazione di metodi e tecniche didattiche integrate digitalmente e l’accompagnamento del Servizio educativo alla riflessione pedagogica sull’introduzione del digitale. Accanto a questa ne esistono altre, dall’accompagnamento delle famiglie al lavoro sulla narrazione e sul patrimonio culturale, che continueremo a raccontare nei prossimi contributi. Il profilo del media educator nello Zero-Sei, in altre parole, non si definisce una volta per tutte, ma prende forma nell’incontro tra le competenze di chi lo esercita e i problemi educativi del contesto in cui lavora.

Il digitale a misura dello Zero-Sei. Attivare percorsi educativi integrati, creativi e partecipativi è un Master di II livello dell’Università Cattolica, campus di Brescia, rivolto al personale dei Servizi all’infanzia e della scuola e a chi desidera acquisire competenze specifiche di Media Education nella fascia zero-sei. La seconda edizione è in partenza e il calendario è già stato pubblicato. Il percorso si svolge in formula part time da febbraio 2027 a marzo 2028, generalmente un fine settimana al mese, con la possibilità di seguire in presenza o a distanza.

Per l’accesso al Master è richiesta una laurea specialistica o magistrale; sono ammessi anche professionisti non laureati in qualità di uditori.

Un’opportunità per entrare in un campo professionale che richiede sempre più persone capaci non semplicemente di “usare il digitale”, ma di leggerlo, sceglierlo, progettarlo e accompagnarlo educativamente.

Le iscrizioni alla nuova edizione sono aperte fino all’11 gennaio 2027.

Per saperne di più

Nell’area dedicata al Programma didattico sul sito dell’Università Cattolica sono raccolte tutte le informazioni di dettaglio, comprese le sezioni dedicate al Piano formativo e organizzazione della didattica, all’Ammissione e alle Borse di studio e agevolazioni.

Per il quadro completo si rimanda alla pagina ufficiale del master.

Per informazioni funzionali all’iscrizione scrivere a: elena.valgolio@unicatt.it

Per approfondire:
[MASTER ZERO-SEI]: Una professionalità che prende forma
[MASTER ZERO-SEI]: Cartoni animati e bambini, trasformare il tempo davanti alla TV in un’occasione educativa
[MASTER ZERO-SEI]: Un Master di II livello in partenza a febbraio 2025
[MASTER ZERO-SEI]: Close up del Master di II livello
[MASTER ZERO-SEI]: La seconda edizione del master di II livello


Bibliografia

Dewey J. (1938), Esperienza e educazione. Milano: Raffaello Cortina, 2014.

Malaguzzi L. (1995), Storia, idee e filosofia di base, in Edwards C., Gandini L., Forman G. (a cura di), I cento linguaggi dei bambini. L’approccio di Reggio Emilia all’educazione dell’infanzia. Bergamo: Edizioni Junior.

Tisseron S. (2024), 3-6-9-12. Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali. Brescia: Scholé.

Univ. Cattolica del Sacro Cuore
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