
Di Fabiana Graglia, diplomata al Master di II livello “Il digitale a misura dello Zero-Sei”, Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia
Con questo contributo inauguriamo una serie dedicata ai percorsi sviluppati all’interno del Master di II livello “Il digitale a misura dello Zero-Sei. Attivare percorsi educativi integrati, creativi e partecipativi”, promosso da CREMIT e attivato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore presso la sede di Brescia. Ogni articolo restituisce una delle direzioni in cui può esprimersi il profilo del media educator nella fascia zero-sei. Il lavoro di Fabiana Graglia si concentra sul rapporto tra famiglie e contenuti audiovisivi per l’infanzia e propone uno strumento pensato per sostenere i genitori nella scelta e nella visione condivisa dei cartoni animati.
Trasformare il tempo davanti alla TV in un’occasione educativa
Dopo il lavoro, la scuola e le mille incombenze quotidiane, arriva finalmente un momento in cui la famiglia si ritrova insieme. Si accende la televisione, parte un cartone animato e, mentre il bambino o bambina segue la storia, l’adulto risponde a un messaggio, controlla una notifica o scorre velocemente le notizie sullo smartphone.
La TV diventa così un modo per stare nello stesso spazio, ma non sempre per vivere un’esperienza davvero condivisa. Eppure quel momento potrebbe trasformarsi in qualcosa di più: un’opportunità di relazione, dialogo e apprendimento.
Lo psichiatra francese Serge Tisseron, individua nell’accompagnamento una pratica fondamentale dell’educazione agli schermi. Accompagnare, però, non vuol dire semplicemente stare seduti accanto ai bambini mentre guardano un cartone animato, significa partecipare attivamente alla visione: fare domande, immaginare finali diversi e lasciare spazio alle riflessioni che una storia può suscitare.
Adatto o non adatto: il limite delle classificazioni
Le piattaforme di streaming propongono un catalogo pressoché infinito di film, serie TV e cartoni animati, suggeriti dagli algoritmi sulla base delle abitudini di visione della famiglia. In questo scenario scegliere diventa sempre più difficile.
Quando selezioniamo un contenuto per i più piccoli, la prima domanda è quasi sempre: “Sarà adatto all’età di mio figlio o di mia figlia?”
È una domanda importante, ma non sufficiente. Le classificazioni aiutano a escludere contenuti con violenza, linguaggio inappropriato o scene non adatte, ma non dicono nulla sul loro valore educativo.
Un contenuto può essere perfettamente adatto all’età e, allo stesso tempo, offrire poco dal punto di vista della crescita. Vale quindi la pena osservare anche altri aspetti: la qualità della narrazione, i modelli relazionali, la rappresentazione delle emozioni e della diversità, la capacità di stimolare curiosità, immaginazione e pensiero critico.

Una griglia di valutazione per allenare lo sguardo
Da questa riflessione è nata la consapevolezza che anche i genitori possono diventare protagonisti dell’educazione ai media in famiglia e quindi l’idea di costruire una griglia di valutazione con domande guida, elaborata attraverso un percorso di ricerca, studi e confronti con esperti.
Lo strumento nasce con l’obiettivo di accompagnare il genitore oltre la semplice logica del controllo o della selezione dei contenuti, per riconoscergli un ruolo educativo attivo: scegliere intenzionalmente ciò che può trasformarsi in un’occasione di crescita, confronto e costruzione condivisa di significato.
La griglia non vuole trasformare i genitori in esperti di educazione ai media né sostituire recensioni e indicazioni già disponibili.
Il valore dello strumento non si sofferma sul risultato finale, ma nel processo che attiva. Porsi delle domande significa allenare il pensiero critico e non delegare completamente le proprie scelte agli algoritmi, alle etichette delle piattaforme.
In una quotidianità in cui i media occupano uno spazio sempre più centrale nella vita delle famiglie, educare ai media significa accompagnare i più piccoli non solo nella gestione del tempo davanti agli schermi, ma anche nella capacità di scegliere, interpretare e dare significato ai contenuti. È proprio da un cartone animato scelto con cura e da un adulto disposto a guardarlo insieme che può iniziare un percorso di educazione ai media, in famiglia.
Lasciamo il contatto di Fabiana Graglia per informazioni e approfondimenti sul tema: gragliafabiana@gmail.com


Master “Il digitale a misura dello Zero-Sei”
Il percorso raccontato qui nasce dentro il Master “Il digitale a misura dello Zero-Sei” e ne restituisce una delle direzioni possibili, quella che mette al centro il lavoro con le famiglie e la costruzione di competenza mediale negli adulti di riferimento. È una traiettoria che il profilo professionale in uscita riconosce in modo esplicito, dal momento che tra le funzioni previste compaiono l’accompagnamento dei genitori nell’educazione ai media digitali e la gestione di spazi di consulenza familiare sul digitale. Accanto a questa ne esistono altre, dalla progettazione di ambienti di apprendimento al lavoro sui linguaggi, sulla narrazione e sul patrimonio culturale, che continueremo a raccontare nei prossimi contributi. Il profilo del media educator nello Zero-Sei, in altre parole, non si definisce una volta per tutte, ma prende forma nell’incontro tra le competenze di chi lo esercita e i problemi educativi del contesto in cui lavora.
Il digitale a misura dello Zero-Sei. Attivare percorsi educativi integrati, creativi e partecipativi è un Master di II livello dell’Università Cattolica, campus di Brescia, rivolto al personale dei Servizi all’infanzia e della scuola e a chi desidera acquisire competenze specifiche di Media Education nella fascia zero-sei. La seconda edizione è in partenza e il calendario è già stato pubblicato. Il percorso si svolge in formula part time da febbraio 2027 a marzo 2028, generalmente un fine settimana al mese, con la possibilità di seguire in presenza o a distanza.
Per l’accesso al Master è richiesta una laurea specialistica o magistrale; sono ammessi anche professionisti non laureati in qualità di uditori.
Un’opportunità per entrare in un campo professionale che richiede sempre più persone capaci non semplicemente di “usare il digitale”, ma di leggerlo, sceglierlo, progettarlo e accompagnarlo educativamente.
Le iscrizioni alla nuova edizione sono aperte fino all’11 gennaio 2027, i primi colloqui motivazionali si svolgeranno a partire dall’ultima settimana di settembre.
Per saperne di più
Nell’area dedicata al Programma didattico sul sito dell’Università Cattolica sono raccolte tutte le informazioni di dettaglio, comprese le sezioni dedicate al Piano formativo e organizzazione della didattica, all’Ammissione e alle Borse di studio e agevolazioni.
Per il quadro completo si rimanda alla pagina ufficiale del master.
Per informazioni funzionali all’iscrizione scrivere a: elena.valgolio@unicatt.it
Per approfondire:
[MASTER ZERO-SEI]: Un Master di II livello in partenza a febbraio 2025
[MASTER ZERO-SEI]: Close up del Master di II livello
[MASTER ZERO-SEI]: La seconda edizione del master di II livello
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Bibliografia
Antoniazzi A. (2015), Dai Puffi a Peppa Pig: media modelli educativi. Roma: Carocci Editore.
Barnett M. (2024) La porta segreta. Perché i libri per bambini sono una cosa serissima. Terre di Mezzo: Milano.
Di Bari C. (2023), I nativi digitali non esistono. Educare a un uso consapevole, creativo e responsabile dei media digitali. Roma: Uppa Edizioni.
Marangi M. (2023), Addomesticare gli schermi. Il digitale a misura dell’infanzia 0-6. Brescia: Scholé.
Mascheroni G. (2025), Per i bambini. Le sfide di IA, algoritmi, media digitali ai diritti dell’infanzia. Milano: Mondadori Università.
Tisseron S. (2024), 3-6-9-12. Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali. Brescia: Scholé.
