Il digitale a misura dello Zero-Sei: una professionalità che prende forma

di redazione

Il digitale a misura dello Zero-Sei: una professionalità che prende forma

Il digitale a misura dello Zero-Sei: una professionalità che prende forma


Che cosa significa oggi accompagnare bambine e bambini, famiglie e servizi educativi dentro una quotidianità sempre più onlife, nella quale la distinzione tra online e offline è sempre meno netta?

È una delle domande da cui prende le mosse il Master di II livello “Il digitale a misura dello Zero-Sei. Attivare percorsi educativi integrati, creativi e partecipativi”, promosso da CREMIT – Università Cattolica del Sacro Cuore, giunto alla sua seconda edizione.

Parlare di digitale nello Zero-Sei non significa semplicemente interrogarsi su quanto o quando utilizzare uno schermo: significa riconoscere che il digitale è ormai intrecciato agli ambienti, alle relazioni e alle esperienze quotidiane di bambini e adulti e chiedersi, quindi, quali esperienze educative progettare e quale ruolo possano assumere i media al loro interno.

In questa prospettiva, la Media Education rappresenta una postura culturale prima ancora che un repertorio di strumenti. È una visione vicina all’idea di “digitale gentile” proposta da Alessandra Carenzio: un digitale integrato nell’esperienza, partecipativo, produttivo e collettivo, capace di dialogare con il corpo, la relazione, il gioco e l’esplorazione e di riconoscere bambine e bambini come soggetti capaci di agire, scegliere, creare e attribuire significato.

Da questa cornice prende forma una professionalità poliedrica, che non coincide con la semplice competenza nell’utilizzo delle tecnologie. Il Media Educator e il consulente di Media Education nello Zero-Sei progettano esperienze e ambienti di apprendimento, selezionano e valutano contenuti e strumenti, accompagnano équipe e famiglie, documentano e comunicano i processi educativi, promuovono partecipazione e agency e sostengono la riflessione professionale degli adulti.

I project work dell’edizione 2025-2026 restituiscono con particolare efficacia questa pluralità. Il digitale entra in dialogo con outdoor education e corporeità, narrazione e linguaggi multimodali, arte e patrimonio culturale, ambienti immersivi e apprendimento incarnato, inclusione e multiculturalità, sostegno alla genitorialità e contrasto alla povertà educativa digitale. Accanto alla progettazione con bambine e bambini emergono competenze di ricerca e osservazione, documentazione, valutazione dei contenuti, formazione degli adulti, consulenza, coordinamento e gestione di ecosistemi di apprendimento.

A rendere ancora più concreto questo intreccio tra competenze e contesti è il tirocinio, pensato come spazio abilitante in cui osservare, sperimentare e mettere alla prova la propria postura professionale. Le esperienze realizzate presso realtà diverse – dal Comune di Milano a Mamamò, da Alchemilla a PInAC, da Dire fare insegnare alla Cooperativa Comin – hanno aperto il confronto con servizi educativi, famiglie, progettazione culturale, editoria e comunicazione, formazione, ricerca e intervento sociale. Il tirocinio diventa così anche occasione per scoprire possibili direzioni professionali e riconoscere nuovi ambiti di azione della Media Education nello Zero-Sei.

È proprio a partire da questa ricchezza di esperienze, contesti e traiettorie che nei prossimi contributi entreremo dentro alcune delle esperienze sviluppate durante il Master. Incontreremo per citarne alcuni il lavoro di Fabiana Graglia sull’educazione ai media in famiglia e sull’empowerment genitoriale; quello di Valeria Romano e Chiara Borsari, che invita a “inquadrare” il digitale nello Zero-Sei attraverso uno sguardo educativo; le sperimentazioni di Monica Gilli sugli ambienti di apprendimento immersivi; il dialogo tra narrazione, albi, linguaggi e progettazione digitale sviluppato da Valentina Piccoli e Maria Julia Chan Chuc; fino all’incontro tra arte, digitale e patrimonio culturale esplorato da Francesca Reboldi e Giorgia Amadei…

Esperienze diverse, accomunate dalla capacità di mostrare che non esiste un solo modo di essere professionisti della Media Education nello Zero-Sei: il profilo si costruisce nell’incontro tra competenze, interessi, contesti professionali e problemi educativi differenti.

La seconda edizione è pronta a partire ed è già stato pubblicato anche il calendario: Il digitale a misura dello Zero-Sei. Attivare percorsi educativi integrati, creativi e partecipativi | Università Cattolica

Il Master si svolgerà da gennaio2027 a marzo 2028, con formula part time e in dual mode, generalmente un fine settimana al mese, ed è rivolto al personale dei Servizi all’infanzia e della scuola e a chi desidera acquisire competenze specifiche nell’ambito della Media Education nella fascia dello Zero-Sei.

Per l’accesso al Master è richiesta una laurea specialistica o magistrale; sono ammessi anche professionisti non laureati in qualità di uditori.

Un’opportunità per entrare in un campo professionale che richiede sempre più persone capaci non semplicemente di “usare il digitale”, ma di leggerlo, sceglierlo, progettarlo e accompagnarlo educativamente.

Le iscrizioni alla nuova edizione sono aperte fino all’11 gennaio 2027, i primi colloqui motivazionali si svolgeranno a partire dall’ultima di settimana di settembre.

Per saperne di più

Nell’area dedicata al Programma didattico sul sito dell’Università Cattolica sono raccolte tutte le informazioni di dettaglio, comprese le sezioni dedicate al Piano formativo e organizzazione della didattica, all’Ammissione e alle Borse di studio e agevolazioni.

Per il quadro completo si rimanda alla pagina ufficiale del master.

Per informazioni funzionali all’iscrizione scrivere a: elena.valgolio@unicatt.it

Univ. Cattolica del Sacro Cuore
Largo Fra Agostino Gemelli, 1 - 20123 Milano
Tel. 02-72343038 / 02-72343036 (direzione)
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