La Commissione europea ha approvato, in data 17 settembre, la proposta EU Kids Act, che sarà discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. La proposta vieta l’accesso ai social sotto ai 13 anni e stabilisce un’età minima valida in tutta l’UE per l’apertura autonoma di un account da parte dei minori, fissandola a 15 anni. Ma non solo, vorremmo che la densa riflessione del documento europeo non si limiti a questa parte della proposta, per quanto molto importante.
Riprendiamo la dichiarazione di Ursula von der Leyen: “Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono mai state progettate pensando al loro benessere. La nostra legge inverte l’onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione. E rimettiamo i genitori al posto di guida, dando loro gli strumenti per aiutare i figli a orientarsi in un mondo online più sicuro.”
Si tratta di un dato interessante, commenta Simona Ferrari, Direttrice del CREMIT: “L’EU Kids Act porta l’attenzione su un nodo che abbiamo spesso citato, ovvero la prospettiva definita safety by design, legata al diritto di avere accesso a piattaforme e servizi sicuri fin dalla progettazione. In altre parole, i social devono – per come sono strutturati – garantire un ambiente sano e a misura di bambino, rispettosi della sfera privata e dei processi di crescita, evitando meccanismi che portano gli utenti a rimanere “incollati agli schermi” nella logica dello scorrimento infinito, dall’eccessiva presenza di pubblicità, al cosiddetto “addictive design”, dalle notifiche push durante le ore di sonno a contenuti illegali o contatti non richiesti da parte di sconosciuti. Una prospettiva citata più volte da Sonia Livingstone e ripresa anche dai nostri canali”. Aggiunge: “Ci sembra importante sostenere la prospettiva dell’Unione Europea che interviene, in continuità con i precedenti Digital Service Act e l’AI Act, sulla governance del digitale, anche richiamando le piattaforme e le società del web alla responsabilità delle loro azioni”.
Riprendendo l’EU Kids Act, sono quattro i pilastri:
1. Rinvio dell’accesso ai social media: i ragazzi possono creare account autonomi solo a partire dai 15 anni. Per i minori tra i 13 e i 15 anni non compiuti, la proposta prevede la mediazione (usiamo questo termine) dei genitori, consentendo loro di creare “mini-account” con servizi disponibili progettati con garanzie specifiche, come contatti sociali limitati e tempo di utilizzo limitato fino a un’ora al giorno. I bambini tra i 3 e i 13 anni non compiuti non possono accedere ai social media, ma a servizi di condivisione video appositamente progettati. Si tratta di un aspetto di gradualità.
2- Sicurezza fin dalla progettazione: una serie di obblighi vengono imposti a tutti i servizi online. Social media, servizi di condivisione video, videogiochi online, AI companion – ne abbiamo parlato di recente nel libro curato da Vincenzo Corrado e Alessandra Carenzio – e chatbot a utenti di età inferiore ai 18 anni. In particolare, si segnalano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione. Inoltre, AI companion e chatbot dovranno essere disattivati (impostazione predefinita) e non potranno simulare relazioni interpersonali con il rischio di attivare una dipendenza emotiva. Anche su questo, nel testo citato – nato per commentare il Messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali del 2026 – il contributo di Alessandra Carenzio entra in profondità. I profili dei minori dovranno essere privati per impostazione, con geolocalizzazione e accesso a fotocamera e microfono disattivati, con la possibilità di avere strumenti semplici per bloccare e silenziare gli utenti e sistemi di raccomandazione sicuri che i minori possano controllare, regolare e reimpostare. Qui occorre lavorare, perché senza la costruzione di competenze e un ragionevole accompagnamento, si tratta di tecnicismi che i più piccoli rischiano di non cogliere.
3. Verifica dell’età: servizi online e app store dovranno utilizzare strumenti di verifica dell’età, rispettando così le più elevate garanzie di tutela della privacy. Inoltre, i fornitori di servizi di social media e di piattaforme di condivisione video saranno chiamati a effettuare la verifica dell’età quando un utente apre un nuovo account. Per quanto riguarda gli account esistenti, continua il documento, “i fornitori dovranno stimare l’età dell’utente sulla base di indicatori ragionevoli, ad esempio la data di creazione dell’account o i dati della carta di credito”. Su questo punto, crediamo ci sia margine di miglioramento.
4. Controlli e sanzioni più efficaci: la proposta obbliga i fornitori di piattaforme online a presentare un piano di conformità (alla Commissione e a un revisore indipendente). La Commissione potrà chiedere al fornitore di proporre misure correttive. L’EU Kids Act, inoltre, introduce procedure accelerate di applicazione nei confronti dei fornitori in caso di mancata conformità alla legge, prevedendo che la Commissione concluda le indagini entro 90 giorni.
In chiusura, non basta limitare o vietare l’utilizzo dei social, senza accompagnamento, fino al raggiungimento dei 15 anni. Divieti senza preparazione, senza discussione, spostano solo più avanti la questione. Occorre ragionare sulla seconda parte della dichiarazione da cui siamo partiti, quella relativa alle famiglie. La logica richiede una precisa attenzione e cura legata alla preparazione dei genitori, alla capacità di ascoltare e non solo di vietare.
Occorre, a maggior ragione, investire nella costruzione di una rete di attenzione e formazione per potenziare l’accompagnamento delle famiglie e continuare a investire sulla costruzione di competenze digitali fin da piccoli, considerando – non tanto i social, ma le piattaforme di condivisione video, videogiochi e app accessibili dai 3 ai 13 anni. Serve, in sintesi, potenziare la capacità di ciascuno (e della comunità, includendo anche la scuola) di leggere i media, di interpretarli e di appropriarsene, certamente in maniera progressiva, creativa e sicura.
Riferimenti utili:
