Costruire la competenza digitale dalla prima infanzia. Voci dal Convegno di Firenze

di Alessandra Carenzio

Costruire la competenza digitale dalla prima infanzia. Voci dal Convegno di Firenze

Costruire la competenza digitale dalla prima infanzia. Voci dal Convegno di Firenze


Si è tenuto oggi il Convegno di chiusura del progetto Di.Co. Each – Competenze digitali nella prima infanzia: formare genitori e professionisti dell’educazione per promuovere usi consapevoli, critici e creativi dei media digitali dell’Università degli Studi di Firenze (capofila), dell’Università Alma Mater di Bologna e dell’Università di Roma La Sapienza.

Il progetto si è proposto di favorire ricerche interdisciplinari (coniugando prospettive mediche, pedagogiche, psicologiche e sociologiche) per arricchire la letteratura e promuovere tra genitori, educatori e insegnanti una maggiore sensibilità rispetto ai rischi e alle opportunità della presenza dei dispositivi elettronici nella vita delle/dei bambine/i, promuovendo approcci propedeutici all’acquisizione precoce di competenze digitali.

Il sito del progetto, molto ricco, raccoglie diversi materiali e risorse: www.dicoeach.unifi.it.

Simona Ferrari e Alessandra Carenzio sono state invitate a intervenire.

Simona Ferrari, nel corso della mattina, ha evidenziato le 4 caratteristiche del digitale “gentile”, pensando in particolare all’infanzia:

  • integrato,
  • partecipativo,
  • produttivo,
  • collettivo.

Spazio, tempo, relazione diventano allora traiettorie per rileggere il digitale. Uno spazio ibrido che unisce corpo, oggetti, tecnologie che interagiscono in modo dinamico. L’esperienza digitale è sempre embodied, i dispositivi touch, i tappeti interattivi, le installazioni immersive devono essere progettati per favorire l’azione corporea, non per sostituirla.

Il corpo è il primo mediatore tecnologico dell’esperienza (Gallagher, 2020).

Il tempo ci riporta a dire che l’educazione è un processo lento, i bambini apprendono attraverso riti lenti e ciclici dove la ripetizione è esplorazione reiterata (Bruner, 1972), occorre rispettare i ritmi biologici e cognitivi. La dimensione temporale è cruciale per sviluppare autocontrollo, attesa e perseveranza. Il digitale può essere associato ad una routine, ad esempio “esploriamo, raccontiamo e rivediamo” per dare forma temporale all’esperienza.

La relazione ci dice che il digitale non è solo tecnologia, ma spazio sociale e culturale, che richiede una postura da parte dell’adulto basata su 5 A: alternanza, accompagnamento, autoregolazione (queste prime A sono relative al lavoro di Tisseron), analitici e attivazione (queste ultime derivano dal lavoro di Marangi).

Alessandra Carenzio, intervenuta nel pomeriggio, è stata invitata a leggere le Linee guida per educatori ed educatrici 0-6, esito del progetto insieme a quelle per la famiglia. Di seguito la traccia grafica delle sue considerazioni sui 4 passi delle Linee guida.

Per consultare i materiali e le Linee Guida rimandiamo al volume in Open access, curato da Cosimo di Bari, Renata Metastasio e Silvia Demozzi: https://www.edizionianicia.it/prodotto/costruire-le-competenze-digitali-dalla-prima-infanzia-open-access/

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