[Sguardi in Tesi] Contrasto alla povertà educativa digitale

di redazione

[Sguardi in Tesi] Contrasto alla povertà educativa digitale

[Sguardi in Tesi] Contrasto alla povertà educativa digitale


Una proposta per la scuola primaria

di Virginia Viola, laureata in Scienze della Formazione Primaria

Il progetto presentato si è posto come obiettivo il contrasto alla povertà educativa digitale definita da Save the Children dal 2021 come «la privazione delle opportunità per apprendere, ma anche sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni, attraverso l’utilizzo responsabile, critico e creativo degli strumenti digitali»[1]. Attraverso attività costruite tramite EAS (Episodi di Apprendimento Situato) vengono strutturate occasioni di apprendimento che consentano agli studenti di sviluppare competenze digitali che si snodano nella dimensione critica, etica ed estetica[2]. La proposta progettuale ha come fondamento l’educazione al pensiero critico pensando agli studenti come “spettautori” e quindi fruitori e produttori di contenuti mediali al tempo stesso[3].

La progettazione si è riferita al progetto Connessioni Digitali (2021-2024)[4] realizzato dal Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per Save the Children, con la collaborazione della cooperativa Edi Onlus al fine di colmare la povertà educativa digitale. L’iniziativa ha coinvolto oltre 6000 ragazzi di seconda e terza media[5] in territori eterogenei da un punto di vista geografico (17 regioni italiane) che sono stati chiamati a realizzare artefatti digitali in piccolo gruppo organizzati in quattro newsroom: Scrittura online, Podcast, Digital storytelling, Marketing sociale[6].

Il progetto Connessioni Digitali è stato riadattato e presentato alla classe 3^A della scuola primaria “Collegio delle Vergini di Gesù” di Castiglione delle Stiviere (MN), inserendosi nelle ore di insegnamento di educazione civica attraverso cinque incontri da due ore ciascuno. La classe terza in cui è svolto il progetto era composta da quindici alunni, di cui cinque femmine e dieci maschi. All’interno della classe si trovava un alunno con bisogni educativi speciali, per il quale era stato redatto il PEI.

Ogni incontro è stato ripartito in base alle tre fasi proposte dall’EAS: preparatoria, operatoria e ristrutturativa, seguendo rispettivamente la logica didattica del problem setting, del learning by doing e del reflective learning[7]. Durante la prima fase l’insegnante ha fornito la consegna, successivamente durante la fase operatoria gli studenti sono stati chiamati a produrre un artefatto digitale in piccolo gruppo e infine, durante la fase ristrutturativa, ad analizzare criticamente gli artefatti e sviluppare riflessioni e feedback in ottica migliorativa. 

Il primo incontro è stato dedicato all’introduzione dello storytelling e del Digital storytelling. Il progetto ha lasciato ampio spazio agli studenti partendo dall’analisi dei consumi mediali e dai loro interessi. In particolare, è stato chiesto di svolgere un’attività in anticipo, aprendo la lezione con la condivisione da parte degli alunni dei contenuti digitali che solitamente guardano a casa. Successivamente sono stati presentati gli elementi caratterizzanti il Digital storytelling proposti da Joe Lambert[8], analizzati attraverso un video e approfonditi attraverso la realizzazione di una mappa concettuale.

Il secondo incontro si è focalizzato sulle differenti forme di Digital storytelling. Per individuarle è stata proposta la visione di diversi esempi e successivamente è stato presentato un Google Moduli per verificarne la comprensione. Durante la fase operatoria gli studenti hanno realizzato una mappa per ogni forma di Digital storytelling avvalendosi di Canva[9].

Il terzo incontro si è concentrato sulla forma del Visual storytelling; ne sono stati visionati alcuni, per poi permettere a ogni gruppo di scegliere il tema su cui focalizzarsi. Per la scelta delle immagini è stata proposta una banca dati di immagini libere da copyrights[10]. Gli studenti hanno scelto di aggiungere altri elementi: testo, musica e suoni. Infine, l’insegnante ha guidato gli alunni nel processo di editing. Durante la fase ristrutturativa, è stato predisposto un momento di confronto durante il quale ogni gruppo ha esposto il proprio artefatto digitale. 

Vengono di seguito riportati i Visual storytelling prodotti dai tre gruppi.

https://www.canva.com/design/DAGGZ1yfhCs/J597OtLNrX7g_DvzuZJWFg/edit
https://www.canva.com/design/DAGGZj9wi7w/VLkUkdInvq_3QDrEQS14tQ/edit

Gli studenti hanno deciso in autonomia di parlare di amore, del raggiungimento dei propri limiti e di tematiche riguardanti l’estinzione. Essi hanno espresso il loro punto di vista in modo originale e personale, coinvolgendo l’osservatore e invitandolo a immedesimarsi o riflettere in relazione a quanto osservato.

La quarta lezione è stata incentrata sulla forma del Video storytelling, concentrandosi sull’importanza del coinvolgimento emotivo quando si realizza un prodotto digitale. Durante i momenti di lavoro in gruppo il ruolo dell’insegnante è stato di supporto fornendo agli alunni spiegazioni e chiarimenti, suggerendo domande per stimolare la riflessione. Gli studenti hanno scelto il tema e il punto di vista dal quale raccontare la storia per poi costruire uno storyboard in cui aggiungere ulteriori elementi. Infine, i prodotti digitali sono stati realizzati con Canva. 

Di seguito vengono riportati i Video storytelling realizzati dai due gruppi:

https://www.canva.com/design/DAGGy7mdpQY/lzL8I8x_oF3eOyTm78Ze6Q/edit
https://www.canva.com/design/DAGGy5PoKgc/Vzd9km_NxIsIed0-gJALbg/edit

Entrambi i prodotti si focalizzano sulla tematica della salvaguardia ambientale, ponendo importante attenzione alla dimensione etica e declinando temi di portata globale in modo creativo e personale. Gli alunni si sono mostrati attenti all’ambiente in cui vivono, producendo contenuti che rispondono alla generatività del web, coinvolgendo l’osservatore e invitandolo a riflettere e mettere in atto azioni virtuose.

Il quinto incontro è stato dedicato alla compilazione di una check list autovalutativa in formato digitale tramite Google Moduli. Oltre al momento autovalutativo è stata proposta una riflessione relativa alla collaborazione all’interno del gruppo in modo da rilevare eventuali fragilità e punti di forza.

Il progetto ha previsto l’utilizzo di una rubrica utile all’osservazione: partendo dalle competenze (sociale, comunicativa e digitale) ne sono state delineate le dimensioni, i criteri e gli indicatori. Era presente, inoltre, uno spazio libero per annotare le osservazioni. 

È stato anche predisposto un diario di bordo in cui annotare in maniera discorsiva quando emerso durante l’osservazione, come la motivazione e l’interesse dimostrati dagli alunni, la capacità di lavorare in gruppo, la comprensione della consegna e l’esecuzione del compito assegnato.

Al fine di valutare l’acquisizione dei concetti al termine di ogni incontro sono stati proposti agli studenti quiz riassuntivi degli argomenti trattati. Questi sono stati costruiti sulla base di quelli proposti da Connessioni Digitali, modificando il lessico in modo da renderlo efficace per la scuola primaria. Per renderli stimolanti e coinvolgenti sono stati creati avvalendosi di Genially[11].

Al termine del percorso è stato chiesto agli alunni di effettuare un’autovalutazione realizzata tramite Google Moduli con lo scopo di aiutare gli alunni ad analizzare il proprio comportamento e permettere all’insegnante di comprendere quanto gli alunni abbiano assimilato e il livello di gradimento in vista della possibilità di realizzare progetti futuri.  


[1] Save the Children (2021). Riscriviamo il Futuro: una rilevazione sulla povertà educativa digitale. Roma, p. 15.

[2] Rivoltella, P.C. (2020). Nuovi alfabeti. Educazione e culture nella società post-mediale. Brescia: Scholé, pp. 195-197.

[3] Pasta, S. (2024). Atti del convegno Connessioni digitali – Le competenze digitali a scuola. Roma: Save the Children, 5 novembre 2024.

[4] Connessioni Digitali, In Internet, URL: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/progetti/connessioni-digitali

[5] Pasta, S., Marangi, M. (2023). Media Literacy al tempo degli “spettautori”: contrastare la povertà educativa digitale. Nuova Secondaria, n. 2 anno XLI. Roma: Edizioni Studium p. 319.

[6] Ivi, p. 310.

[7] Rivoltella, P.C. (2013). Fare didattica con gli EAS. Episodi di apprendimento situato. Brescia: La scuola, p. 84.

[8] Lambert, J. (2010). Digital storytelling cookbook. Digital Diner Press, January 2010. Berkeley: Center for Digital Storytelling, pp. 9-24.

[9] Canva è una piattaforma di progettazione grafica e comunicazione visiva online che consente a chiunque di progettare qualsiasi cosa e pubblicare ovunque. In Internet, URL: https://www.canva.com/

[10] Pixabay. In Internet, URL: https://pixabay.com/it/

[11] Genially è una piattaforma che permette di realizzare esperienze interattive di apprendimento e comunicazione. In Internet, URL: https://genially.com/it/


Allegati

Bibliografia

Lambert, J. (2010). Digital storytelling cookbook. Digital Diner Press, January 2010. Berkeley: Center for Digital Storytelling, pp. 9-24.

Pasta, S. (2024). Atti del convegno Connessioni digitali – Le competenze digitali a scuola. Roma: Save the Children, 5 novembre 2024.

Pasta, S., Marangi, M. (2023). Media Literacy al tempo degli “spettautori”: contrastare la povertà educativa digitale. Nuova Secondaria, n. 2 anno XLI. Roma: Edizioni Studium p. 319.

Rivoltella, P.C. (2013). Fare didattica con gli EAS. Episodi di apprendimento situato. Brescia: La scuola, p. 84.

Rivoltella, P.C. (2020). Nuovi alfabeti. Educazione e culture nella società post-mediale. Brescia: Scholé, pp. 195-197.

Save the Children (2021). Riscriviamo il Futuro: una rilevazione sulla povertà educativa digitale. Roma, p. 15.

Sitografia

Canva. In Internet, URL: https://www.canva.com/

Connessioni Digitali. In Internet, URL: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/progetti/connessioni-digitali

Genially. In Internet, URL: https://genially.com/it/

Pixabay. In Internet, URL: https://pixabay.com/it/

Articoli precedenti:

[Sguardi in Tesi] Il Digital Storytelling come strumento di documentazione

[Sguardi in Tesi] Menti che creano, mani che codificano

[Sguardi in Tesi] Il Digital Storytelling nella scuola dell’infanzia e primaria: narrare, creare e apprendere con il digitale

[Sguardi in Tesi] Un nuovo modo di fare didattica con ClassDojo

[Sguardi in Tesi] “Arriva l’ambulanza!” – Giocare per imparare a soccorrere

[Sguardi in Tesi] Scrivere per ricordare… Scrivere per raccontare… Scrivere per conoscersi…

[Sguardi in Tesi] Coding e storytelling: un’esperienza didattica nella scuola primaria

[Sguardi in Tesi] Educare con il gioco: progettare esperienze di senso tra ludo-narrazione e Death Education

Univ. Cattolica del Sacro Cuore
Largo Fra Agostino Gemelli, 1 - 20123 Milano
Tel. 02-72343038 / 02-72343036 (direzione)
info[at]cremit.it



Web site developed by Gianni Messina
© CREMIT tutti i diritti riservati