[Sguardi in Tesi] “Arriva l’ambulanza!” – Giocare per imparare a soccorrere

di redazione

[Sguardi in Tesi] “Arriva l’ambulanza!” – Giocare per imparare a soccorrere

[Sguardi in Tesi] “Arriva l’ambulanza!” – Giocare per imparare a soccorrere


Di Greta Giana, laureata in Scienze della Formazione Primaria

La sperimentazione del Play Plan “Arriva l’ambulanza”, realizzata presso la Scuola dell’Infanzia di Castel Mella (BS), è stata un’esperienza formativa che ha permesso ai bambini di scoprire il valore del soccorso e della collaborazione attraverso il gioco. L’iniziativa nasce dal desiderio di promuovere fin dalla prima infanzia una cultura della sicurezza e dell’aiuto reciproco, in linea con la legge 116/2021 sul primo soccorso. Non si è trattato di un semplice gioco, ma di una sperimentazione mirata a sviluppare nei bambini di cinque anni competenze cruciali: problem solving, collaborazione, gestione delle piccole emergenze e chiamata ai soccorsi.

Metodologia e struttura: l’apprendimento esperienziale a livelli

È stato adottato un approccio ludico-didattico, che utilizza il gioco come strumento privilegiato per l’apprendimento esperienziale. Il percorso, organizzato in squadre per favorire la cooperazione, ha permesso ai bambini di interiorizzare concetti complessi attraverso simulazioni e attività graduali: dalla conoscenza del numero d’emergenza 112 alla gestione pratica di piccole ferite.

Il gioco si è articolato in tre livelli. Il primo ha riguardato la consapevolezza della necessità di chiedere aiuto. I bambini hanno ascoltato canzoni, riprodotto il numero 112 con il corpo, costruito un telefono con la pasta di sale e simulato una chiamata d’emergenza, imparando a fornire nome, luogo e descrizione dell’accaduto.

Nel secondo livello l’attenzione si è spostata sull’arrivo dell’ambulanza. Dopo aver condiviso le proprie conoscenze e visto un video illustrativo, i bambini hanno rappresentato graficamente il mezzo e partecipato a giochi motori in palestra per interiorizzare le regole della strada. La sfida finale è stata una staffetta in bicicletta per raggiungere simbolicamente l’ospedale.

L’ultimo livello ha affrontato la gestione di piccoli infortuni. L’insegnante ha mostrato la cassetta del pronto soccorso e illustrato i materiali. In squadra, i bambini hanno dovuto scegliere strumenti e passaggi corretti per curare una ferita simulata.

Il ruolo dell’insegnante

L’insegnante ha svolto la funzione di regista e facilitatore, interpretando l’operatore della centrale e guidando i bambini nelle simulazioni. L’osservazione sistematica ha permesso di raccogliere dati sull’evoluzione delle competenze. Al termine, un momento di riflessione condivisa e la consegna simbolica della Patente del Soccorritore hanno rafforzato senso di responsabilità e autonomia.

Dati e risultati: l’impatto del GBL sull’apprendimento

L’analisi delle osservazioni ha confermato l’efficacia del modello. Tutte le competenze monitorate, sia tecniche sia socio-relazionali, hanno mostrato un netto miglioramento. Il passaggio da compiti semplici a situazioni più complesse ha favorito strategie collaborative sempre più efficaci.

Un risultato significativo è stato il miglioramento della capacità di collaborare: i bambini sono passati da un approccio individuale a una gestione condivisa delle responsabilità. Anche la regolazione emotiva è cresciuta, con una maggiore capacità di affrontare divergenze in modo pacifico e costruttivo.

Le competenze sociali, pur in crescita, hanno richiesto tempi di consolidamento più lunghi rispetto a quelle tecniche, evidenziando l’importanza di strategie educative mirate e di un tempo di maturazione adeguato per sostenere comunicazione, collaborazione ed empatia.

Il Game-Based Learning si conferma un mezzo efficace per potenziare non solo abilità tecnico-pratiche, ma anche competenze sociali fondamentali come empatia, condivisione e problem solving di gruppo. Esperienze ludiche strutturate come questa offrono ai bambini strumenti concreti per affrontare le sfide future in modo collaborativo e consapevole.


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