[Sguardi in Tesi] Scrivere per ricordare… Scrivere per raccontare… Scrivere per conoscersi…

di redazione

[Sguardi in Tesi] Scrivere per ricordare… Scrivere per raccontare… Scrivere per conoscersi…

[Sguardi in Tesi] Scrivere per ricordare… Scrivere per raccontare… Scrivere per conoscersi…


Autobiografia tra i banchi di scuola

Di Sara Cogoli, laureata in Scienze della Formazione Primaria

Narrare e scrivere di sé è come incamminarsi lungo un sentiero, talvolta spianato, altre volte tortuoso; ogni incrocio è stato un punto di svolta nella nostra esistenza, e ci ha condotti ad una meta oppure ad un vicolo cieco; ogni ciottolo ha rappresentato un incontro, un’emozione, un ricordo che è parte della nostra essenza. Spesso si scorda l’importanza di un dialogo con la propria interiorità, custode di una storia di vita celata agli occhi altrui. Quante volte ci sentiamo sopraffatti dal nostro frenetico ritmo di vita, desiderando ardentemente uno spazio sicuro e personale che possa accogliere i nostri pensieri, emozioni e fragilità? Quante volte vorremmo fermare il tempo e ascoltare unicamente il nostro io, che cerca prepotentemente di emergere tra le tante voci che affollano le nostre giornate? È proprio nei momenti più spaesanti che l’autobiografia assume un ruolo determinante.

«Autobiografia significa fare della memoria e della scrittura di sé un progetto esistenziale inestinguibile». Queste le parole del professor Duccio Demetrio, attuale direttore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. Egli ha saputo delineare un metodo che guarda all’autonarrazione non come mero genere letterario, bensì come dispositivo in grado di dare vita ad una carta di identità esistenziale, attraverso l’esercizio di uno degli strumenti più antichi a disposizione dell’essere umano: la scrittura. Essa consente di porre nero su bianco le nostre memorie per evitare che vengano disperse nell’oblio del tempo. Permette altresì di rileggere il passato per guardare al presente e al futuro con uno sguardo sempre più consapevole ed è una risorsa per sviluppare curiosità anche verso le storie altrui, scongiurando un ripiegamento narcisistico.

Durante il mio percorso di tesi, improntato sul metodo autobiografico, mi sono domandata: è possibile proporre la scrittura di sé sin dai primi gradi scolastici? È possibile parlare di una vera e propria “didattica autobiografica”? La risposta non può che essere affermativa, e chi meglio di un insegnante può condurre i bambini nel mondo dell’autonarrazione? Ogni educatore è prima di tutto un narratore di sé, che dalla propria storia di vita può attingere importanti spunti per la pratica didattica quotidiana, adoperando l’autobiografia come supporto alla progettazione, alla documentazione, alla regolazione didattica, potenziando le proprie capacità analitiche e riflessive. Solo dopo aver colto le innumerevoli potenzialità del racconto autobiografico, il docente sarà in grado di trasmettere questa pratica anche alla classe. Nella propria “cassetta degli attrezzi” ogni insegnante può disporre di un’ampia gamma di dispositivi per fare dell’autobiografia una pratica quotidiana e interdisciplinare, in grado di favorire i 5 processi autobiografici: evocazione e recupero dei ricordi (si richiamano alla mente eventi o situazioni significative), esplorazione della memoria (si ricostruisce un’esperienza, seleziona i contenuti di interesse e li organizza), riflessione critica (attraverso la metacognizione, si rielabora un ricordo alla luce del suo presente), condivisione (si racconta il proprio io e lo si confronta con quello altrui), reinterpretazione (si attribuisce un nuovo significato al suo vissuto). L’arte, la letteratura, la musica, la corporeità concorrono a promuovere l’autonarrazione come risorsa, per invitare gli alunni a raccontarsi in modo libero e liberatorio. Gli studenti hanno necessità di conoscersi e narrarsi, per diventare in futuro uomini e donne con identità solide e mature, capaci di abbracciare il proprio passato con coraggio per essere autenticamente se stessi, poiché, come rammenta Arthur Schopenhauer, «la conoscenza di sé è l’inizio della saggezza».


Bibliografia

  • Demetrio D. (a cura di), L’educatore auto(bio)grafo: il metodo delle storie di vita nelle relazioni d’aiuto, Chiaroscuri (UNICOPLI), Milano 1999.
  • Demetrio D., Educare è narrare. Le teorie, le pratiche, la cura, Mimesis, Milano 2012.
  • Demetrio D., Ricordare a scuola. Fare memoria e didattica autobiografica, Laterza, Roma-Bari 2003.
  • Orbetti D., Safina R., Staccioli G., Raccontarsi a scuola: tecniche di narrazione autobiografica, Carrocci Faber, Roma 2005.
  • Porta L. (a cura di), Autobiografie a scuola. Un metodo maieutico, Franco Angeli, Milano 2004.
  • Schopenhauer A., Volpi F. (a cura di), Volpi F. (a cura di), L’arte di conoscere se stessi, ovvero “Eis heautòn”, Adelphi, Milano 2003.

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