Esperienze di educazione civica nelle scuole dell’infanzia e primaria del
Trentino
Di Anna Cozzio, laureata in Scienze della Formazione Primaria
In una società sempre più interconnessa, anche la scuola si sta rinnovando,
integrando nuove metodologie per la didattica. Tra queste c’è il Digital Storytelling che, negli ultimi anni, è stato riconosciuto come una strategia educativa efficace, perché permette di coniugare la narrazione con le potenzialità offerte dalle tecnologie. Non è un semplice video, ma una forma narrativa capace di documentare in modo autentico i percorsi scolastici, valorizzando l’esperienza, l’espressione verbale e la creatività degli alunni.
Documentare non significa solo raccogliere materiali, ma dare forma a una memoria collettiva di quanto vissuto in classe. In questo modo, la documentazione diventa un’occasione per riflettere e valorizzare il percorso fatto, rendendo l’apprendimento visibile, condiviso ed inclusivo. Diversi studi internazionali hanno affermato che il Digital Storytelling si inserisce pienamente in questa prospettiva, poiché consente di combinare immagini, suoni, parole e video per creare narrazioni più coinvolgenti e accessibili, facilitando la comprensione e la memorizzazione dei contenuti.
Partendo da queste premesse, sono state condotte due sperimentazioni pratiche in Val Rendena (TN), nell’ambito dell’educazione civica. L’obiettivo è stato esplorare l’efficacia del Digital Storytelling come strumento per rendere i percorsi educativi visibili, permettendo ai bambini di essere protagonisti del proprio apprendimento attraverso un ciclo continuo di esperienza, riflessione e narrazione.
Dallo scatto al racconto: l’esperienza alla scuola dell’infanzia
Questo progetto, intitolato “Alla scoperta di Spiazzo”, ha coinvolto una sezione eterogenea di 21 bambini dai 3 ai 5 anni. L’obiettivo è stato favorire lo sviluppo del senso di orientamento attraverso un approccio esplorativo.
Il percorso è iniziato con la lettura del libro “Il mio mappa giorno” di Julie Dillemuth, utilizzato come input per un’attività di problem solving: esplorare il territorio per aiutare Flora, la protagonista, ad orientarsi nel paese. Questo espediente narrativo ha trasformato l’uscita didattica in una missione di esplorazione: i bambini, dotati di tablet, hanno scelto quali punti di riferimento fotografare (il municipio, la chiesa, il parco giochi, …).
Tornati in sezione, il lavoro si è spostato sulla rielaborazione dell’esperienza: gli alunni hanno tradotto in disegni ciò che li aveva maggiormente colpiti. Fotografie e disegni sono stati poi discussi collettivamente e utilizzati per costruire una grande mappa murale.
Successivamente, utilizzando l’applicazione Book Creator, sono stati assemblati i materiali prodotti. Un elemento chiave è stato l’inserimento di registrazioni vocali: ognuno ha espresso verbalmente sensazioni e scoperte, attivando così un processo di riflessione metacognitiva sul proprio operato. Questa fase ha valorizzato il tempo disteso della creatività, permettendo ai bambini di rivedere le proprie azioni e trasformando l’esperienza vissuta in un sapere collettivo.
Il risultato non è stato solo un e-book, ma un itinerario riflessivo in cui i bambini hanno rielaborato le loro scoperte, sviluppando competenze spaziali e linguistiche inaspettate per la loro età. Il Digital Storytelling ha permesso infine di rivedersi e risentirsi, rendendo l’apprendimento tangibile e condivisibile con le famiglie.

Tradizione e multimedialità: l’esperienza alla scuola primaria
Questo progetto, denominato “Alla scoperta della Val Rendena”, ha coinvolto una classe terza di 12 alunni dell’Istituto Comprensivo Val Rendena (TN). L’obiettivo principale è stato valorizzare il contesto territoriale, ricco di risorse naturali e culturali, per offrire agli studenti l’opportunità di sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio ambiente di vita.
Il percorso è iniziato con una fase di esplorazione virtuale attraverso l’uso della LIM e di Google Earth, che ha permesso agli alunni di visualizzare dall’alto i confini del comune e la morfologia del paesaggio montano. Successivamente, la classe è stata divisa in piccoli gruppi cooperativi: ogni team ha ricevuto il compito di indagare un aspetto specifico della Val Rendena, approfondendo leggende locali, ricette, festività e tradizioni. Gli alunni hanno raccolto dati intervistando i familiari, sintetizzando le informazioni in brevi testi che sono serviti come traccia per realizzare cartelloni tematici.
In una fase successiva, la classe ha costruito una grande mappa murale della Val Rendena, disegnando i rilievi, il fiume Sarca e i vari paesi. Su questa base, i bambini hanno collocato dei cartellini descrittivi delle tradizioni studiate, simulando la creazione di una guida turistica del territorio. Durante l’esposizione del lavoro, l’insegnante ha registrato le voci dei bambini e fotografato gli elaborati per documentare passo dopo passo l’acquisizione della terminologia specifica sulla montagna.
Il momento centrale è stato l’uscita didattica a Madonna di Campiglio, pensata per conoscere dal vivo il patrimonio montano e apprendere come muoversi rispettando l’ambiente. Per concludere, gli alunni hanno selezionato i materiali prodotti e, utilizzando software come Canva per l’editing grafico e CapCut per il montaggio video, hanno registrato una traccia audio narrativa, sotto la guida attenta dell’insegnante.
Il Digital Storytelling in questa esperienza ha agito come potente attivatore di competenze socio-relazionali e digitali. È emerso come questa metodologia permetta di creare un ambiente di apprendimento collaborativo dove i bambini devono negoziare decisioni, rendendo la documentazione del progetto un’opera autentica.

Risultati: oltre il prodotto digitale
L’analisi dei dati, raccolti attraverso check-list in itinere e rubriche di valutazione, ha confermato che il Digital Storytelling è un processo altamente inclusivo. Alla scuola dell’infanzia ha permesso di documentare i progressi nell’orientamento spaziale; alla primaria ha rafforzato le competenze socio-relazionali. Un dato interessante emerso dalle auto-valutazioni è stato l’entusiasmo degli alunni, che si sono sentiti protagonisti nel percorso di apprendimento.
Non sono mancate le sfide, come la gestione burocratica dei consensi per la privacy, che ci ricorda come l’integrazione tecnologica richieda una cornice normativa attenta. Tuttavia, il valore aggiunto è stato evidente: il Digital Storytelling ha insegnato agli alunni a rielaborare le informazioni apprese e a produrre una documentazione condivisa; a noi insegnanti che ogni bambino ha una sua storia da raccontare, sta a noi fornirgli gli strumenti necessari affinché possa esprimerla e sentirsi ascoltato e valorizzato.
Bibliografia di riferimento
Balconi B., Documentare a scuola: una pratica didattica e formativa, Carocci Faber, 2020.
Di Blas N., Storytelling digitale a scuola, Maggioli S.p.A., Santarcangelo di Romagna (RN), 2016.
Dillemuth J., Il mio mappa giorno, Erickson, Trento, 2020.
Petrucco, C., De Rossi, M., Narrare con il digital storytelling a scuola e nelle organizzazioni, Carocci, Roma, 2009.
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