di Iole Galbusera
Il Cisf Family Report 2025 Il fragile domani. La famiglia alla prova della contemporaneità, edito da San Paolo, pone al centro il tema del benessere psicologico e relazionale delle persone e nasce dall’esigenza di chiarire come questo possa essere salvaguardato e protetto nella dialettica tra famiglie e società. Il benessere di ogni individuo, sia in termini di salute generale che di equilibrio e serenità psico-relazionale, dipende dall’interazione dello stesso (con i suoi punti di forza e debolezze personali) con il contesto familiare e con quello sociale.
Questa ricerca, svolta per conto del Cisf dalla società Eumetra, si è avvalsa di un campione di 1.600 soggetti. Tra le cause di ansia e stress troviamo la salute in famiglia (45,2%), le difficoltà economiche (34,7%) e i problemi lavorativi (32,2%). Secondo il report in libreria dal 13 novembre, il benessere personale, la gestione della casa e la salute sono le prime tre voci di spesa a cui le famiglie hanno dovuto rinunciare. Intanto, le case sono sempre più digitali: il 58% dei nuclei con figli fa uso di ChatGPT quotidianamente.
Stefano Pasta, membro di Cremit e del Comitato Scientifico del Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf), ha scritto nel Rapporto il capitolo Smartphone, regole e conflitti: tentativi di governance nelle famiglie postdigitali, un’attenta e lucida analisi dei dati del Cisf family Report 2025 con uno sguardo critico ma aperto al confronto con la complessità della contemporaneità, a partire dal “brain rot” (letteralmente “putrefazione del cervello”) come lemma scelto dall’Oxford University Press per riassumere l’anno 2024, all’ansia diffusa nei confronti del mondo digitale, fino al divieto di utilizzo degli smartphone nella scuola italiana. L’obiettivo dell’autore segue una logica mediaeducativa ed è, infatti, quello di esplorare il rapporto con le tecnologie digitali, «evitando sia la tecnofilia ingenua sia la tecnofobia sterile». Secondo Pasta il nodo della questione non è condannare o elogiare incondizionatamente il digitale, quanto piuttosto comprendere in che modo le famiglie interagiscono con il nuovo ecosistema tecnologico.
La conflittualità attorno allo smartphone sembra passare principalmente dalla relazione genitoriale, ma decisamente non è l’unica e il problema non riguarda soltanto i bambini e i giovani, ma piuttosto anche gli adulti.
Riguardo alla “governance” genitoriale dello smartphone:
Di fronte ai ripetuti allarmi lanciati dal mondo adulto di fronte allo smartphone, ci si è dunque chiesti se si sono messe in campo delle forme di contrattazione pedagogica rispetto all’uso del dispositivo (Carenzio e Lo Jacono, 2020).
[…]
Idealmente, quando la famiglia è fortemente educativa, non ha bisogno di controllare (Rivoltella, 2017), ma piuttosto di accompagnare (Tisseron, 2024). L’orientamento dice di un atteggiamento educativo che indica la strada, fornisce dei suggerimenti, ma non si sostituisce al figlio, sa assumersi il rischio di lasciare che poi questo si sperimenti. Non è il permissivismo di chi lascia che il figlio faccia qualsiasi esperienza, ma piuttosto orienta e, prima di lasciare provare, dà delle dritte, fornisce dei criteri e agisce mediazione attiva.
La percezione del conflitto rispetto al cellulare o di gestione problematica del tempo di uso, incrociata con l’attivazione di regole in famiglia, ha così permesso di costruire quattro tipologie di stile genitoriale rispetto alla “governance dello smartphone” (grafico1).

Sulla postura di fronte al digitale delle famiglie Pasta propone di affiancare al costrutto meramente strumentale del «divario digitale» quello di «povertà educativa digitale», che riguarda anche le opportunità immateriali della «dotazione pedagogica e dell’accompagnamento al digitale». La maggiore positività è segnalata rispetto alla facilità di accesso alle informazioni, mentre la criticità massima si rileva rispetto alla riflessività.
Di fronte alle questioni poste dai risultati, con un approccio mediaeducativo possiamo dire che, accanto alla lettura e alla scrittura, vi è la necessità di nuove alfabetizzazioni, come educare al pensiero critico sui media, agli algoritmi, ai dati e alle interazioni digitali.
Dalla “bigger picture” della nostra società sull’indice dell’uso domestico dell’Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence Homing Index) emerge quello di ChatGPT (+15,3%), fino a riguardare quasi i due terzi delle famiglie (58,4%) con almeno un minore. Nel 2025, inoltre, la «famiglia ibridata» (caratterizzata dall’ibridazione delle relazioni interpersonali con quelle mediate dalle tecnologie) «è sempre di più una ‘famiglia postdigitale’», confermando il trend storico che ha portato alla compresenza di piacere e costrizione percepita come necessaria nell’uso ormai normalizzato della tecnologia e dei dispositivi.
Postdigitale non indica dunque la vita dopo il digitale, ma piuttosto tematizza le conseguenze del digitale che non è più una novità, dal momento che viene notato per la sua assenza e non più per la sua presenza (Jandric, MacKenzie e Knox, 2023).
Non da ultimo, l’autore, al di là della polarizzazione tra strumentalismo e determinismo sul dibattito intorno allo smartphone, ribadisce la sfida quanto mai attuale della responsabilità di ogni persona e della comunità davanti all’innovazione: «scelte efficaci devono quindi superare la semplice dicotomia ‘vietare o consentire’, per giungere a un quadro più sofisticato che integri la protezione con l’educazione proattiva».
A questo link è possibile scaricare il press-kit con la sinossi del Report 2025 e alleghiamo qui, di seguito, l’indice del Rapporto e il comunicato stampa:
Per approfondire:
Centro Internazionale Studi Famiglia
L’articolo di Stefano Pasta sul Rapporto Cisf 2024: il digitale nelle case d’Italia
Famiglia Oggi, la serie podcast a cura del Cisf, nuovo prodotto editoriale realizzato da Officina del Podcast, che propone periodicamente temi e approfondimenti dedicati alla famiglia.
In particolare, a corredo di questo articolo segnaliamo il podcast Famiglie post digitali – prima parte, con l’intervista a Stefano Pasta, autore del capitolo sul digitale.
