di Alessandra Carenzio
La serialità televisiva appartiene ormai ai nostri palinsesti personali e lo fa pensando a diversi generi: dalla ricca ondata del K-drama (ne parleremo a breve), ai teen drama, ai medical drama (qui il riferimento è al recente The Pitt), alle serie sportive.
Ecco che lo sport, oggetto del nuovo libro di Paolo Carelli – Sport e serialità televisiva. Storie, generi, culture nazionali – pubblicato dall’Editrice Morcelliana Scholé, ci porta direttamente sul campo con uno sguardo inedito e curioso. Carelli inquadra con attenzione la genealogia delle serie che mettono al centro lo sport, analizzando i personaggi, le trame, le logiche performative e i codici culturali. Se è vero che inizialmente la sfiducia nei confronti del connubio sport e serialità era forte (per motivi di durata e per l’impossibilità di replicare il gesto dell’atleta in maniera perfetta, rendendo difficile la spettacolarità tipica della diretta), sono diversi i titoli di interesse che il libro non manca di evidenziare, a partire dalla serialità statunitense:
- The Withe Shadow (Time out, in italia) dove la storia di una squadra di pallacanestro – ambientata di un quartiere multietnico di Los Angeles – è occasione di apertura su grandi temi;
- Coach (dedicata al football americano, altro fronte di interesse), che si focalizza sul personaggio dell’allenatore e sul bilanciamento tra famiglia e lavoro;
- Just the ten of us, dove il centro è la vita familiare di un insegnante di ginnastica in una famiglia molto numerosa;
- Everybody Loves Raymond, dedicata questa volta non a una squadra o a un allenatore, ma a un giornalista sportivo, usando il filtro del mestiere del protagonista.
Non solo Stati Uniti. L’autore dedica il terzo Capitolo alla serialità italiana, evidenziando un forte interesse per i temi sportivi, con un affondo rispetto alla diffusione del biopic (Una storia italiana, Il grande Fausto; Gino Bartali – L’intramontabile, Il grande Torino, solo per citare alcuni titoli).
Nel testo è molto chiara l’attenzione che lega l’evoluzione dello sport nella serialità televisiva e l’evoluzione stessa del mercato televisivo, evidenziandone le tappe di sviluppo fino alla diffusione delle piattaforme. Pensiamo alla serialità contemporanea: The English Game (period drama britannico), The Queen’s Gambit (La regina degli scacchi, uno dei primi grandi successi globali di Netflix), Ted Lasso, vincitore di moltissimi premi, e Kobra Kai, che ha avuto il pregio di unire pubblici diversi (e diverse generazioni) nella logica del franchise mediale.
Un libro che si legge con interesse e che fornisce esempi e riflessioni in un quadro attento alla cornice teorica.
(…) la mappa che emerge, ricca e articolata negli approcci e negli esiti con cui lo sport supporta la produzione seriale nei diversi contesti nazionali, vuole essere uno strumento di lettura dei cambiamenti che la finzione televisiva ha affrontato nel corso degli anni, transitando attraverso generi, formati, stili ed estetiche espressione di esigenze di volta in volta storiche, produttive, di consumo (p. 227).

