Questo articolo nasce dall’esperienza di alcune educatrici della fascia 0–6 anni che hanno partecipato al percorso DEPICT (progetto promosso da CIMEA – https://povertaeducativadigitale.it/depict/) svolto presso il LABZEROSEI e condotto da Cremit (qui due articoli introduttivi al progetto https://www.cremit.it/depict/ e https://www.cremit.it/depict-3/).
Nello specifico il percorso sul contrasto alla povertà educativa digitale 0–6 si è articolato in due filoni tematici: creatività e documentazione digitale. Il seguente articolo approfondisce l’esperienza sulla documentazione digitale.
Di Sarah Ricciardi (Scuola dell’Infanzia Giacosa), Anna Tantone (Scuola dell’Infanzia Dandolo), educatrici delle Scuola dell’Infanzia del Comune di Milano
Secondo Save the Children, con il termine “povertà educativa digitale”, si intende la privazione delle opportunità non solo per apprendere ma anche per sperimentare, sviluppare e far fiorire capacità, talenti e aspirazioni attraverso l’utilizzo critico e creativo degli strumenti digitali.
Da diversi anni ormai, anche nelle Scuole dell’Infanzia del Comune di Milano, i bambini sperimentano i cento linguaggi Malaguzziani, con un affondo su tutto il mondo del digitale e della sperimentazione scientifico/digitale.
Questa è stata la molla che ci ha spinte ad approfondire e ad indagare ciò che di radicato c’è quando si parla di povertà educativa digitale.
Con questo termine non ci si riferisce solo all’assenza, all’interno dei nuclei familiari, di dispositivi digitali (tv, telefoni, tablet ecc) ma anche, di contro e paradossalmente, all’abuso e all’utilizzo sbagliato e dannoso che tali dispositivi, se usati senza regole né supervisione, possono innescare.
Parlare di povertà educativa digitale nei bambini da 0 a 6 anni richiede molta attenzione, perché questa è l’età in cui si tracciano le basi dello sviluppo cognitivo, linguistico, motorio ed emotivo, e il digitale non può e non deve sostituire le esperienze reali, ma può diventare un supporto se usato in modo guidato, creativo e inclusivo.
Nei nostri servizi all’infanzia sono stati progettati e allestiti dei laboratori digitali (con computer, tablet, microscopi digitali, proiettori, episcopi, macchine fotografiche ecc), al fine di avvicinare i bambini e le bambine a questo linguaggio.
Man mano che si ampliava il nostro bagaglio di conoscenze e competenze, sono emersi sia il bisogno che la consapevolezza di approfondire l’aspetto relativo alla documentazione e, in particolare, cosa e come documentare.
Da un lato è emersa la necessità di capire se le modalità utilizzate fossero quelle corrette, dall’altro di apprendere un metodo per rendere chiaro, visibile e condivisibile il lavoro fatto sia tra educatori sia alle famiglie.
Durante il corso di formazione del progetto DEPICT, svolto presso il LABZEROSEI del Comune di Milano (https://www.comune.milano.it/web/labzerosei), abbiamo sperimentato come documentare con l’utilizzo del digitale, sfruttando applicazioni e piattaforme che permettono di inserire immagini, video, musiche e testi e rendendo la documentazione immediata, interattiva, accattivante e coinvolgente a livello emotivo. Il digitale ha il grande vantaggio di essere inclusivo perché permette di superare con facilità le barriere linguistiche e può essere considerato un linguaggio universalmente riconosciuto anche in caso di disabilità.
In un’epoca in cui vi è una sovraesposizione di minori, un abuso dello sharenting, un bisogno dell’adulto di mostrare/ostentare, abbiamo appreso che vi sono molteplici modi (multimodalità) di catturare un attimo, un’esperienza o un’emozione e di renderli visibili e documentabili, tutelando la privacy dei bambini e la diffusione della loro immagine.
Durante la formazione, a tal proposito, ci è stata posta la domanda se ci fossimo mai interrogate sulla reale propensione dei bambini ad essere fotografati in un dato momento o se la fotografia fosse più un bisogno dell’adulto di vedere il/la bambino/a che “fa cose”. Per dare una risposta a questa domanda ci è stato proposto un esercizio: guardando alcune foto, con protagonisti i bambini, ci è stato, inizialmente, chiesto di raccontare la foto. Successivamente abbiamo scelto un particolare della foto dandogli un titolo, dimostrando così che anche concentrandosi solo su una parte di essa è possibile rendere evocativa e significativa l’immagine.
I dettagli si sono rivelati elementi fondamentali anche durante le “esplorazioni urbane” perché l’osservazione mirata permette di fermarsi, catturare e osservare, con l’utilizzo di strumenti digitali quali macchine fotografiche, polaroid, microscopi digitali, tablet, piccoli angoli dei “luoghi del cuore” che rappresentano la quotidianità dei bambini e delle bambine che, per i ritmi frenetici che caratterizzano la città, non sempre è possibile cogliere/notare.
Il digitale così si trasforma dall’essere percepito come uno strumento utilizzato passivamente dai bambini ad opportunità per conoscere e apprendere, rendendo il bambino un “attore” partecipe e consapevole, mentre l’educatore diventa la regia attenta che orienta le scelte, seguendo un pensiero educativo con degli obiettivi precisi da raggiungere.
ll digitale, quindi, da strumento di intrattenimento diventa generatore di documentazione dei percorsi educativi; in questa prospettiva, come ultimo esercizio, è stato chiesto di creare una cartolina digitale che raccontasse, a discrezione delle educatrici, un aspetto del nostro lavoro che fosse immediatamente comprensibile, senza la necessità di dover esplicitare le motivazioni della scelta fatta.
Tale esperienza si è rivelata non solo molto coinvolgente ed interessante ma anche illuminante perché ha dato modo di capire che con pochi click è possibile arrivare a più destinatari e superare il pregiudizio sul binomio bambino e digitale.
Per meglio illustrare il lavoro svolto durante il percorso formativo di cui sopra ecco alcuni esempi di cartoline digitali realizzate.

Cartolina digitale progettata per sensibilizzare le famiglie sull’importanza di promuovere l’autonomia e il valore dell’aiuto reciproco a partire dalle routine quotidiane fin dai primi anni al Nido.

Cartolina digitale pensata per spiegare alle famiglie il progetto “In viaggio per le culture del mondo” precisando che l’inclusione non riguarda solo i bambini e le bambine con disabilità ma anche coloro che arrivano da paesi e culture diversi.

Cartolina digitale pensata per essere utilizzata durante una riunione di sezione, per spiegare alle famiglie dei bambini e delle bambine di 5 anni il valore del rito di passaggio del “diventare grandi”.

Cartolina digitale, frutto di un lavoro a più mani realizzata con la finalità di rendere immediata la comprensione di cosa sia la documentazione digitale grazie all’utilizzo di foto, audio, video e musiche.
La documentazione pedagogica digitale consiste nel raccogliere, organizzare, condividere, usando strumenti digitali, le esperienze di apprendimento, al fine di renderle visibili, oggetto di riflessione e strumento di crescita per l’intera comunità educante.
Per concludere riteniamo che questo corso di formazione del progetto DEPICT, ci abbia arricchite come professioniste dandoci numerosi spunti di riflessione, che abbiamo poi messo in atto nei nostri servizi in cui i bambini e bambine sono gli attori/protagonisti.
Per approfondire:
[Podcast]: povertà educativa digitale.
[Il progetto DEPICT]: Contrastare la povertà educativa digitale
DEPICT, comprendere e contrastare la povertà educativa digitale in diversi territori italiani
[Progetto DEPICT] Contrastare la povertà educativa digitale attraverso la speranza e i linguaggi
