A cura di Elena Fiini, laureata in Scienze della Formazione Primaria
Tutti noi custodiamo nel cuore immagini, sigle e avventure dei cartoon della nostra infanzia, che hanno lasciato un’impronta nel nostro immaginario. Ma il cinema di animazione è davvero solamente un semplice passatempo infantile?
Analizzando questo strumento attraverso le teorie di Bruner ci si rende conto che il cartoon attiva il pensiero narrativo del bambino, e che grazie allo schema di violazione della canonicità e del suo successivo ristabilimento, tipico dell’animazione come testo narrativo multimodale, si allena a gestire gli imprevisti in uno spazio sicuro.
Anche le teorie dell’apprendimento multimediale, con la teoria della doppia codifica, e le neuroscienze, con la scoperta dei neuroni specchio e della simulazione incarnata, confermano la potenziale efficacia di questo strumento, che può supportare l’apprendimento delle informazioni, favorire l’immedesimazione e allenare l’empatia.
Per declinare tutto questo nella pratica ho deciso di soffermarmi su un contesto educativo non standard: la Scuola in Ospedale (SiO). In questo scenario, dove la malattia rappresenta una dolorosa rottura della normalità, la scuola trascende la mera didattica, perché deve attenzionare l’identità del bambino e il suo benessere globale, affrontano sfide e variabili molto differenti da quelle che si riscontrano nel contesto tradizionale. Qui il cinema di animazione può diventare un potente alleato per affrontare anche la parte emotiva e per riuscire ad affrontare le criticità tipiche del contesto.
La flessibilità degli EAS e la validazione in reparto
Il cartoon ha bisogno della mediazione del docente e di essere inserito all’interno di una cornice metodologica con una chiara intenzionalità educativa. Per riuscire a visualizzare dei focus realistici sono stati predisposti due scenari con l’utilizzo dello strumento metodologico delle vignette narrative. Su di essi per sono state poi ideate due progettazioni volte ad affrontare delle precise problematiche contestuali, caratterizzate da un alto grado di flessibilità e personalizzabilitá. Si è ritenuto che il framework degli Episodi di Apprendimento Situato (EAS) ideato dal Professor Pier Cesare Rivoltella fosse il più adatto, perché con la sua brevità e con la struttura divisa in tre fasi si poteva adattare adeguatamente al tempo frammentato ospedaliero.
Di seguito gli scenari e gli EAS ideati.


Più non avendo messo materialmente in pratica i progetti, sono stati sottoposti al parere esperto di chi vive la corsia in prima persona. Attraverso un confronto basato sul metodo Delphi e sulla tecnica della riflessione parlata, tre insegnanti ospedaliere hanno analizzato i due scenari e i rispettivi EAS progettati.

I feedback hanno confermato la validità dell’animazione come mediatore, nonché l’adattabilità degli EAS nel contesto, elogiandone la flessibilità e brevità temporale.
Dal confronto sono emerse anche alcune sfide organizzative: l’attività di gruppo risulta non attuabile nelle strutture prive di aule dedicate alla Scuola in Ospedale, e in cui vi è una netta separazione tra il personale docente e quello sanitario.
Inoltre, il dialogo con le professioniste ha fatto emergere una riflessione cruciale sulla gestione dello stress cognitivo. In una situazione di estrema fragilità emotiva come il ricovero, gli allievi traggono enorme beneficio da consegne chiare, direttive e dettagliate. Lasciare un’eccessiva libertà espressiva rischia di generare negli alunni ulteriore ansia.
Questa prima validazione, seppur positiva e arricchente, è da ritenere solamente come un punto di partenza, visto anche il campione ridotto degli esperti partecipanti.
Guardando alle prospettive future sarebbe interessante sperimentare direttamente le progettazioni sul campo, oppure attuare un percorso di ricerca con un campione più ampio e rappresentativo anche di differenti realtà ospedaliere.
L’obiettivo resta sempre quello di dimostrare la valenza educativa dei cartoon, i quali possono diventare un prezioso supporto anche in contesti fragili come quello della Scuola in Ospedale.
Bibliografia
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